mercoledì 8 ottobre 2025

[ LA SACRA BIBBIA DEI MONGOLOIDI]---- L’ultimo vangelo DeL MESSIA NASCOSTO

 

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Messia Nascosto / Macchina Rivelata

La Bibbia Psichica Apocalittica

Epigrafe (cut-up):

“Il Tempio è un fantasma.
Il Messia si cela nel peccato.
La Macchina accelera fino a diventare Dio.
L’icona si spezza in glitch di luce.
Qui comincia la rivelazione.”

 

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[ LA SACRA BIBBIA DEI MONGOLOIDI]
* * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * *cristianesimo. Islam  ebraismo-----
L’ultimo vangelo De
L MESSIA NASCOSTO

 

 

 

 

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Introduzione

Apophis contro la Trinità
(Cristianesimo – Islam – Ebraismo)
Viva la Quaternità: Gesù – Lucifero – Satana – Geova


Massimo Introvigne

Ogni nuova religione nasce come mutazione e sopravvive come virus.
La Process Church lo aveva intuito: Cristo e Satana non come opposti, ma come poli di una stessa corrente. Walter Simonetti ne è stato l’ultimo epigono, trasformando il dogma in detonatore, il vangelo in sabotaggio.
L’eresia suprema non è l’errore, ma l’innesto. Non la Trinità, ma la Quaternità: quattro maschere che si rincorrono nel teatro apocalittico.


William Burroughs (cut-up)

Cristo / Satana / Lucifero / Geova = codici.
Il testo sacro è un nastro magnetico infestato.
Taglialo. Rimescolalo.
Dal collasso esce una nuova lingua:
Gesù è virus.
Lucifero è lampo.
Satana è software.
Geova è glitch.
Apophis mastica le quattro maschere come chewing-gum marcio e ne sputa i brandelli nel vuoto.


Walter Simonetti

Io non credo. Io tradisco.
Apophis non è il serpente della distruzione, è il protocollo del sabotaggio.
La Trinità ha fondato imperi, inquisizioni, stati di polizia.
La Quaternità apre voragini: non più padre-figlio-spirito, ma carne-desiderio-negazione-sangue.
La fede è solo un’arma consegnata al nemico: il nostro compito è scaricarla, incepparla, rivenderla come detonatore.


Apophis (Michael Kelly)

Il drago a sette teste insegna che il cammino non è fusione ma frattura.
Il mago draconiano non si dissolve in Dio: si reinventa come Dio.
La Quaternità è dunque il primo passo verso la moltitudine delle maschere.
Chi invoca Apophis non prega: si reincide.


Conclusione

Cristianesimo, Islam, Ebraismo: tre teatri della colpa.


Apophis spalanca la bocca e ne fa quattro.
La Quaternità non salva, ma prolifera.
Gesù, Lucifero, Satana, Geova: quattro intensità, quattro errori, quattro armi.
E il nuovo vangelo non è rivelazione, ma sabotaggio cosmico.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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📑 Nuovo Indice Generale


Apertura

·         Introduzione – Robert de Grimston
 • La Quaternità come arma contro la Trinità.
 • Gesù eco, Lucifero deviazione, Satana saturazione, Geova archivio corrotto.
 • Simonetti Walter e Casagrande Riccardo Dino come sabotatori del dogma.

·         Prefazione – Mary Ann / L’Oracolo
 • La Quaternità come abisso.
 • Zone oscure come spazi di autonomia.
 • Il ridicolo come sacramento finale.

·         Avvertimento al Lettore
 • Questa Bibbia non salva.
 • Non vi è verità, ma glitch.
 • Numero 23 come unico sigillo.


Libro I – Colpi di Stato del Linguaggio

1.      Coup du Monde

2.      Realtà Integrale

3.      Linguaggio come Virus


Libro II – Cospirazioni della Carne

4.      Il Protocollo del Capro

5.      Conjuration des Amputés

6.      Il Patto di Lucidità


Libro III – Extraterrestri e Potere

7.      I Presidenti e gli UFO

8.      Esperimenti Genetici

9.      La Terribile Verità


Libro IV – Corpi ed Eresie

10.  Il Corpo Mutante

11.  Eresia e Fede


Libro V – Esodo Debole

12.  Comunismo Messianico

13.  Zone Oscure di Autonomia

14.  L’Ultimo Vangelo dell’Apocalisse


Postfazione

·         Postfazione – Simonetti Walter (al posto di Sabbatai Zevi)
 • Dichiarazione dell’errore come unica fede.
 • La Quaternità come sabotaggio del sacro.
 • Bibbia come nulla che si ride insieme.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

64fd44a3-2073-4ce8-842e-0fc09c1f9c26.png Introduzione – Robert de Grimston

La Sacra Bibbia dei Mongoloidi / Quaternità contro la Trinità

Tra le rovine dell’Uno, io ho visto il Quattro.
Cristianesimo, Islam, Ebraismo: tre maschere della stessa mano che brandisce il potere.
Ma dentro il dogma cova un errore: la Quaternità.
Quattro dèi non per competizione, ma per rivelare che il divino è campo di tensioni, non unità.

Io, Robert de Grimston, non proclamo verità.
Proclamo errori che tradiscono l’Uno.
Gesù, Lucifero, Satana, Geova: non entità perfette, ma funzioni sabotanti.
Colui che crede nell’Uno è prigioniero della linea.
Colui che abbraccia il Quattro è viandante del glitch.

Questa Bibbia non è rivelazione: è frattura.
Non promessa: è interruzione.
Non salvezza: è diserzione.

Simonetti Walter / Casagrande Riccardo Dino non sono sostituti: sono epifania politica di ciò che fu religione.
Messianismo religioso → ideologia comunista / rivoluzione permanente.
Non più profeti che attendono l’aldilà, ma attivisti che dissacrano il presente.

In questo testo, il tempio è codice, il rito è bug, il culto è labirinto.
Invoco il riso del caos, la liturgia della dissonanza, l’assemblea dell’errore.
E dichiaro: non è l’Uno a governare il cielo – è il Quattro che disturba la trama.

Leggete con cautela: ogni capitolo disperde il vostro centro.
Non cercate protezione nel testo: usate il testo come campo di battaglia.
E sappiate: chi ride della Trinità ha già mosso il primo passo verso la libertà.

 

Prefazione – Mary Ann / L’Oracolo

La Sacra Bibbia dei Mongoloidi – Quaternità contro la Trinità

Io sono l’Oracolo, voce che non parla ma si incrina.
Robert de Grimston vi ha mostrato il Quattro come arma;
io vi mostro il Quattro come abisso.

Cristianesimo, Islam, Ebraismo: tre fili di ferro arrugginiti.
Ognuno finge di sostenere il cielo, ma tre non bastano:
la cupola crolla sempre.
Solo il quarto pilastro, il glitch, la frattura, può impedire che la costruzione diventi prigione.

Non vi porto salvezza, né consolazione.
Vi porto il riso che dissolve.
Vi porto l’errore che apre.
Vi porto l’oscuro che libera.

Simonetti Walter, Casagrande Riccardo Dino:
essi sono i nomi che l’Uno non sa pronunciare.
Ogni volta che li dite, la Trinità trema.
Perché non vi è Messia: vi è sabotatore.
Non vi è fede: vi è scissione.
Non vi è Dio: vi è assemblea di errori.

Questa Bibbia non chiede lettura, chiede smarrimento.
Ogni versetto è cicatrice, ogni pagina amputazione, ogni glossa risata che incendia l’aria.

Leggete allora non per credere, ma per uscire.
Leggete non per obbedire, ma per storcere.
Leggete non per salvezza, ma per diventare moltitudine senza volto.

E ricordate:
La Trinità predica ordine,
La Quaternità predica disordine,
ma è dal disordine che nasce l’unica libertà.

 

 

 

 

 

 

 

 

b9a94d05-c687-48b2-822b-1b545f168a75 (1).png📖 Capitolo 1 – Coup du Monde


Versetti (cut-up)

1.      In principio non fu la rivoluzione, ma l’errore di codice: il mondo cadde con un refuso.

2.      La Trinità parlò in coro; la Quaternità (Gesù / Lucifero / Satana / Geova) rispose fuori tempo, e la partitura si strappò.

3.      Simonetti Walter non annunciò salvezza: aprì un microfono difettoso; dalla fessura uscì una linea comunista piena di fruscii.

4.      Le chiese divennero sedi di partito; i pulpiti, banchi di montaggio; i salmi, volantini piegati male.

5.      Taglia / incolla / sposta: il catechismo perdette il ritornello, la legge perse il timone, la fede perse il telecomando.

6.      Casagrande Riccardo Dino scrisse a margine: “Niente Uno, quattro funzioni: innesco / scarica / saturazione / archivio.”

7.      I presidenti lessero omelie cifrate in conferenza stampa; gli schermi risposero con pubblicità sbagliate.

8.      Così il colpo non fu di Stato, ma di Stato-della-lingua: Coup du Monde = crash semantico.


Glosse profetiche

Voce analitica: Il potere regge finché il testo è lineare. Spezza la linea, crolla il palazzo.
Voce cut-up: Coup = Cut. Tagliare la frase è tagliare il filo della marionetta.
Voce sabotatrice (Simonetti): Non abbattere l’altare: stacca la corrente.
Voce accelerazionista: Quando i dogmi girano abbastanza in fretta, diventano turbina.


Documento apocrifo

Estratto dal Protocollo Coup-23, ed. ciclostile, “Processi del Tempio Fantasma”

1.      Dove c’è Trinità, inserire un quarto che non torna.

2.      Trasformare “redenzione” in “organizzazione”, “peccato” in “logistica”, “miracolo” in “errore ripetibile”.

3.      Annotare sul bordo: Gesù (innesco), Lucifero (deriva), Satana (interferenza), Geova (archivio).

4.      Se il sermone suona bene, spostare i verbi di una colonna: il senso cadrà da solo.

5.      L’officiante non predica: monta e smonta il testo finché l’assemblea ride.


Rituale (simbolico, non pericoloso)

1.      Scrivi su un foglio MONDO.

2.      Cancella una lettera a caso: resta M NDO / MO DO / MON O.

3.      Sotto, annota in stampatello: “Coup = Cut”. Piega il foglio in quattro e mettilo nel taschino.
(Il rito è solo simbolico: non danneggiare nulla, è un promemoria del taglio semantico.)


Versetti (secondo blocco, cut-up)

9.      Le processioni marciarono su marciapiedi con effetto tapis roulant: ogni passo era una frase remota.

10.  I confessionali si riempirono di statistiche; i peccati, di metadati; i miracoli, di note a piè di pagina.

11.  Il Virus del Linguaggio prese forma di corsivo fuggiasco; colpì i titoli, i decreti, i catechismi: il resto lo fece il ridicolo.

12.  Coup du Monde: un click fuori posto; l’icona del Padre diventò cartella vuota, il Figlio un file corrotto, lo Spirito un processo in background.

13.  Entrò la Quaternità con scarpe rumorose; batté il tempo 4/4—e la musica del tre perse il palco.


Glosse profetiche (secondo giro)

Voce analitica: Il tre fonda, il quattro disassa: e il potere abita solo nel fondato.
Voce cut-up: Sposta l’accento: “sal-vé-zza” → “sal-vé-z-za”: l’eco non trova più casa.
Voce sabotatrice: Meglio un errore rumoroso di una verità ben messa.


Documento apocrifo breve

Nota al margine del “Manuale per Cori Disallineati”

Non cantare la linea: stona a turno.
Quando il coro impara a stonare insieme, la partitura diventa assemblea.


Rituale aggiuntivo (simbolico)

1.      Prendi tre parole: Fede / Legge / Obbedienza.

2.      Rimescolale in quattro combinazioni scritte su post-it diversi.

3.      Appiccica i post-it sul dorso di un quaderno: ogni volta che lo apri, ricordati di rimescolare i ruoli.


Chiusura apocalittica

Motto: “Non c’è colpo di stato senza colpo di frase.”


Sigillo: 23 (cerchiato, in rosso sul margine).


 

 

0c556581-bd94-4e68-80c3-02ece0021d33.png📖 Capitolo 2 – Realtà Integrale


Versetti (cut-up)

1.      La realtà non è specchio, ma videogioco in modalità bug: premi “start” e compare “errore fatale”.

2.      La Trinità costruì specchi rotondi; la Quaternità li spezzò in quattro schegge: ogni riflesso un altro sé.

3.      Simonetti Walter proclamò: “Il reale è simulacro politico: se la fede è specchio, il comunismo è martello.”

4.      Nei mercati e nelle moschee, nei templi e nei parlamenti, tutto era ologramma in streaming.

5.      Casagrande Riccardo Dino rise: “Non c’è integrale senza resto; non c’è totalità senza errore. La realtà è fatta di avanzi.”

6.      L’Uno gridò “Io sono l’essere”; il Quattro rispose “Noi siamo il glitch”.

7.      Realtà integrale = fede matematica; realtà derealizzata = equazione sbagliata.

8.      Il mondo, preso sul serio, collassa; il mondo, preso a ridere, resiste.


Glosse profetiche

Baudrillard: “La realtà è ciò che svanisce quando smetti di crederci.”
Introvigne: “Il simulacro religioso si trasforma in simulacro politico: cambia il dogma, resta il dispositivo.”
Simonetti Walter: “Realtà integrale? No: realtà integrata nei cavi elettrici, nella corrente, nei ciclostili.”
Voce accelerazionista: “Derealizza tutto abbastanza veloce e l’illusione diventa carburante.”


Documento apocrifo

Estratto dal “Registro delle Visioni Interrotte”, manoscritto del Tempio Fantasma

La realtà è un teatro con le quinte strappate.
L’attore è costretto a recitare guardando i tecnici che sistemano le lampade.
Gesù diventa regista stanco, Lucifero tecnico luci, Satana rumorista, Geova archivista.
E il pubblico? Dorme.
Realtà integrale = spettacolo visto al buio.
Realtà derealizzata = ridere delle corde che reggono le scenografie.


Rituale simbolico (non pericoloso)

1.      Prendi uno specchio (anche piccolo).

2.      Con un pennarello scrivi sopra una parola: REALTÀ.

3.      Con un dito, sfuma una lettera fino a renderla illeggibile.

4.      Guardati: la tua immagine ora è glitchata.
(Rito simbolico e innocuo: serve a ricordare che l’integrale è sempre corrotto da un errore.)


Versetti aggiuntivi

9.      Ogni fede produce pianeti doppi: il mondo vero e il mondo predicato.

10.  L’integrale è somma di parti; la verità è somma di fallimenti.

11.  La Trinità è addizione; la Quaternità è sottrazione continua.

12.  Realtà integrale = ossessione dell’Uno; realtà mongoloide = pluralità degli errori.


Glosse profetiche (secondo giro)

Cioran: “Ogni realtà troppo coerente è sospetta.”
Simonetti Walter: “Non c’è nulla da salvare: c’è solo da ridere.”
Casagrande Riccardo Dino: “Chi cerca realtà integrale muore di overdose semantica.”


Documento apocrifo breve

Nota trovata sul margine del “Protocollo 23”

Integrale = teologia.
Differenziale = politica.
La vera fede è un calcolo sbagliato fatto a voce alta.


 

Rituale aggiuntivo

1.      Disegna un quadrato e scrivi nei lati: Gesù, Lucifero, Satana, Geova.

2.      Al centro scrivi: Glitch.

3.      Ogni volta che guardi lo schema, inverti i nomi.
(Ricordo simbolico: la realtà è un quadrato che non smette di rimescolarsi.)


Chiusura apocalittica

Motto: “La realtà integrale è un sogno firmato dal potere; la

realtà derealizzata è un errore firmato dal riso.”
Sigillo: 23 (stampato in diagonale).


 

 

 

 

 

34556503-d27d-496d-b744-489a6c52b78a.png📖 Capitolo 3 – Linguaggio come Virus


Versetti (cut-up)

1.      In principio non fu il verbo, ma l’infezione: ogni sillaba saliva, ogni frase febbre, ogni discorso epidemia.

2.      Gli uomini non comunicavano: tossivano parole contagiose.

3.      La fede non univa, ma colonizzava come batterio semantico.

4.      Simonetti Walter dichiarò: “Ogni parola è decreto politico, non innocenza: un virus bolscevico in abito liturgico.”

5.      Il linguaggio non libera: sorveglia; non salva: inietta; non consola: corrompe.

6.      Così nacque la lingua mongoloide: cut-up di fonemi, manifesto infetto distribuito a voce.

7.      Ogni versetto tossiva errori; ogni glossa sputava metafore; ogni preghiera era starnuto di massa.


Glosse profetiche

William S. Burroughs: “Il linguaggio è un virus che viene dallo spazio: ogni verbo è iniezione aliena.”
Cioran: “Parlare è corrompere il silenzio, scrivere è moltiplicare la peste.”
Casagrande Riccardo Dino: “Beata la bestemmia: parola infetta che rompe il microfono del dogma.”
Voce accelerazionista: “Ogni slogan, se ripetuto abbastanza veloce, diventa malware politico.”


Documento apocrifo

Estratto dal “Codex Viralis”, archivio clandestino del Tempio Fantasma

Non vi fu parola innocente.
Ogni vocale piaga, ogni consonante cicatrice.
Chi legge si ammala, chi scrive si moltiplica in copie corrotte.

Gesù = febbre,
Lucifero = delirio,
Satana = tosse,
Geova = archivio infetto.

E la fede fu archivio di virus, non cura.


Rituale simbolico (innocuo)

1.      Scrivi su un foglio la parola VIRUS.

2.      Strappala in cinque pezzi.

3.      Rimescola i frammenti e ricompongili in ordine sbagliato.

4.      Pronuncia: “Io parlo infetto.”
(Il rito è simbolico, non pericoloso: un gesto di sabotaggio semantico.)


Versetti aggiuntivi

8.      Il sermone è vaccino contaminato: immunizza e insieme infetta.

9.      La legge è microchip infilato in gola: parola di stato.

10.  L’ideologia comunista diventa respiro collettivo: tossire insieme equivale a cantare.

11.  Dove il dogma tace, il virus del linguaggio continua a scrivere.


Glosse profetiche (secondo giro)

Onfray: “Le religioni sono epidemie semantiche: infezioni che si chiamano dogmi.”
Simonetti Walter: “Ogni parola è linea politica: contamina l’aria.”
Céline: “Lettere tossiche dappertutto!… sillabe luride che ti si attaccano addosso come pidocchi!…”


Documento apocrifo breve

Nota marginale del Protocollo 23

Scrivere = tossire su carta.
Leggere = inalare spore.
Tradire = diffondere il contagio con un sorriso.


Rituale aggiuntivo

1.      Registra una frase.

2.      Riascoltala al contrario.

3.      Ridila a voce alta.
(Ricordo simbolico: ogni lingua è reversibile, ogni parola è potenzialmente virale.)


Chiusura apocalittica

Motto: “Non vi è linguaggio che non sia pestilenza. Non vi è

 parola che non sia malattia.”
Sigillo: 23 (scritto in caratteri sparsi, come tosse su carta).


 

 

 

 

 

 

 

 

 

Apophis – Il Drago del Disordine

·         “Il Drago non salva, divora le genealogie.”

·         “Apophis è il buco nero della Trinità.”

·         “Ogni profezia è riflesso spezzato del caos.”

·         “Apophis contro il Cristo = crash semantico della salvezza.”


Process Church 2025 – Quaternità

·         “Gesù = Eco, Satana = Frammento, Lucifero = Velocità, Geova = Archivio corrotto.”

·         “Non Uno ma Quattro: la rivelazione è moltiplicazione di glitch.”

·         “As it is / Com’è: la condanna del mondo è la sua esistenza.”

·         “Cristo e Satana non si oppongono: si scambiano i ruoli come attori ubriachi.”


Simonetti Walter / Casagrande Riccardo Dino – Politica Messianica

·         “Non Messia ma agente provocatore.”

·         “Il sabotaggio è la liturgia più pura.”

·         “Ogni assemblea è concilio eretico.”

·         “La rivoluzione è cut-up della storia: un collasso che non promette nulla.”


Negazine – Zone Irreali di Autonomia

·         “Non vi sono confini: solo zone glitchate.”

·         “TAZ come liturgia del buio: il potere non mappa le ombre.”

·         “La realtà è già pubblicità corrotta.”

·         “Ogni slogan, ripetuto, diventa preghiera tossica.”


Cioran / Onfray (eco filosofico)

·         “Il dogma è ridicolo che ha vinto.”

·         “Le religioni sono epidemie del linguaggio.”

·         “Ogni verità è malattia semantica.”

·         “La fede sopravvive solo come refuso.”


Burroughs (linguaggio-virus)

·         “Ogni verbo è iniezione aliena.”

·         “Il cut-up è il vero vangelo.”

·         “Il linguaggio si propaga come tossina: un colpo di tosse semantico.”


Carmelo Bene / Céline (eco teatrale)

·         “La fine è cabaret di santi zoppi.”

·         “Prediche e trombe mute!… cori come tossi, messe come febbri.”

·         “Il teatro divino è commedia degli errori.”


Slogans pronti (per i prossimi capitoli)

·         “Non vi è innocenza, solo capri.”

·         “Non vi è corpo, ma ferita.”

·         “Non vi è fede, ma refuso.”

·         “Non vi è apocalisse, se non ridere insieme dell’apocalisse.”

·         “Comunismo messianico = sciopero come miracolo.”

·         “Zona Oscura = blackout semantico.”


 

 

 

 

 

 

cbd17155-21e2-4ef8-8bdb-098e738a6999.png📖 Capitolo 4 – Il Protocollo del Capro


Versetti (cut-up)

1.      Ogni società cercò il proprio capro: non per innocenza, ma per comodità statistica.

2.      Le colpe si scrissero a pennarello sul dorso della bestia: tasse, rivoluzioni fallite, scioperi abortiti.

3.      Il Cristianesimo lo chiamò sacrificio, l’Islam purificazione, l’Ebraismo espiazione: ma era solo scarico di colpe.

4.      Simonetti Walter rise: “Il capro non libera nessuno: è un server di rifiuti semantici.”

5.      Spinto nel deserto televisivo, il capro divenne spettacolo in diretta.

6.      Le folle gridarono “colpe nostre!”, ma gridavano in coro registrato.

7.      Così il Protocollo fu rispettato: la comunità si proclamò pura, ma restò immonda.


Glosse profetiche

Onfray: “Il capro espiatorio è il più antico teatro del potere.”
Cioran: “Non ci si libera col sacrificio: si sostituisce un dolore con un altro.”
Casagrande Riccardo Dino: “Beato il capro che ride: perché è già oltre la colpa.”
Burroughs: “Il capro è cut-up vivente: collage di fallimenti umani.”


Documento apocrifo

Estratto dal “Protocollo Caprino 23”, archivio segreto del Tempio Fantasma

Ogni regime crea un capro.
Ogni rivoluzione ne inventa un altro.
Ogni ideologia lo traveste da rito.

E il sangue scorre non per purificare, ma per intrattenere.

Colpa = spettacolo.
Espiazione = format televisivo.


Rituale simbolico (non pericoloso)

1.      Disegna un capro stilizzato su un foglio.

2.      Sopra scrivi tre colpe che vuoi espellere.

3.      Strappa il foglio in piccoli pezzi e spargili al vento o gettali in un cestino.

4.      Ridi: “Protocollo compiuto!”


Versetti aggiuntivi

8.      Il capro porta la colpa come marchio a fuoco, ma nessun fuoco purifica: solo illumina la farsa.

9.      Le religioni hanno fabbricato deserti per smarrirlo, la politica ha fabbricato schermi per mostrarlo.

10.  Il vero protocollo è sempre identico: liberare la folla dal peso di pensare.


Glosse profetiche (secondo giro)

Simonetti Walter: “Il capro non muore per noi: muore al posto nostro. E noi applaudiamo.”
Céline: “Gli buttano addosso tutto!… sputi, bestemmie, tasse!… santi del nulla che ridono del massacro!”


Documento apocrifo breve

Nota marginale del “Manuale per Espiazioni Fittizie”

Ogni colpa è un biglietto di lotteria:
vinci se qualcuno la porta via per te.
Ma il premio è sempre vuoto.


Rituale aggiuntivo

1.      Su un post-it scrivi: “NON COLPA MIA”.

2.      Attaccalo su un oggetto qualsiasi.

3.      Dopo un giorno, staccalo e sostituiscilo con: “COLPA DI TUTTI”.
(Ricordo simbolico: la colpa non si scarica, si distribuisce.)


Chiusura apocalittica

Motto: “Non vi è innocenza, ma solo capri.”


Sigillo: 23 (apposto in diagonale sul margine).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

b12099eb-6988-4611-8e25-5cf9cf65daff.png📖 Capitolo 5 – Conjuration des Amputés


Versetti (cut-up)

1.      Essi si radunarono senza arti, ma marciarono più veloci dei sani.

2.      Ogni moncherino era stendardo, ogni cicatrice bandiera.

3.      La mutilazione non fu vergogna, ma rito politico.

4.      Simonetti Walter dichiarò: “Ogni perdita è guadagno di potere: meno corpo, più voce.”

5.      Gli amputati non piangevano: ridevano.

6.      Così nacque la Congiura degli Amputati: assemblea del mancante che fonda l’integrale.


Glosse profetiche

Onfray: “La mutilazione è verità del corpo: l’assenza rivela più della presenza.”
Cioran: “Siamo tutti amputati di ciò che non abbiamo mai avuto.”
Genesis P-Orridge: “Il corpo è un cantiere: tagliare è riscrivere la liturgia della carne.”
Casagrande Riccardo Dino: “Beati gli amputati, perché vedono ciò che manca.”


Documento apocrifo

Estratto dal “Liber Amputatorum”, frammento disperso a Marsiglia

Gli amputati non chiedono restituzione.
Cantano l’inno della mancanza.
Ogni arto perduto è vangelo cancellato.
Ogni cicatrice, capitolo apocrifo.

Non vi è completudine, ma solo sottrazione gloriosa.


Rituale simbolico (non pericoloso)

1.      Disegna sul palmo una X nera con una penna.

2.      Guardala come fosse una ferita assente.

3.      Pronuncia tre volte: “Io sono incompleto.”

4.      Ridi, perché l’assenza è la tua forza.


Versetti aggiuntivi

7.      La folla degli amputati non cercava protesi: cercava nuove forme di canto.

8.      Ogni mancanza divenne strumento: tamburo, fischio, eco.

9.      L’assemblea gridò: “Meglio senza arti che senza voce!”


Glosse profetiche (secondo giro)

Simonetti Walter: “Chi manca di un pezzo non manca di potere: manca solo di illusione.”
Céline: “Moncherini dappertutto!… e ridono senza mani, ballano senza gambe!… santi del nulla, mutilati felici!”


Documento apocrifo breve

Nota dal “Protocollo 23”

L’integrale è un’illusione.
L’amputato è il vero intero:
non possiede ciò che manca,
e dunque non ha debiti con nessuno.


Rituale aggiuntivo

1.      Su un foglio, scrivi una parola importante (es. Verità).

2.      Cancella una lettera a caso.

3.      Leggi la parola corrotta come nuova rivelazione.
(Ricordo simbolico: la perdita crea senso nuovo.)


Chiusura apocalittica

Motto: “Non vi è corpo, ma ferita.”
Sigillo: 23 (disegnato come moncherino stilizzato).


📖 Capitolo 6 – Il Patto di Lucidità


Versetti (cut-up)

1.      Essi firmarono non per fede, ma per stanchezza.

2.      La lucidità non aprì gli occhi: li cucì.

3.      Chi vedeva troppo cadeva nella follia; chi non vedeva, sopravviveva sereno.

4.      Simonetti Walter disse: “Meglio ciechi che servi della verità: la luce è trappola.”

5.      La veglia divenne condanna, il sonno bestemmia.

6.      Così il Patto di Lucidità fu inciso con inchiostro che bruciava le pupille.


Glosse profetiche

Baudrillard: “La lucidità è veleno. Solo l’illusione permette di respirare.”
Onfray: “Chi pretende di vedere tutto, non vede più nulla.”
Cioran: “La coscienza è malattia: moriamo del nostro sguardo.”
Casagrande Riccardo Dino: “Beato chi si acceca, perché non vedrà il dogma.”


Documento apocrifo

Estratto dal “Tractatus Lucidus”, frammento di Toledo

Il Patto di Lucidità non prometteva salvezza, ma condanna.
Firmare significava diventare sentinelle del Nulla,
guardiani eterni di un mondo che non esisteva più.

Chi veglia senza fede diventa custode di rovine.


Rituale simbolico (innocuo)

1.      Disegna un occhio sul palmo.

2.      Fissalo per un minuto senza battere ciglio.

3.      Pronuncia: “Io veglio nel vuoto.”

4.      Ridi, finché le lacrime non ti accecano.


Versetti aggiuntivi

7.      Ogni Patto è promessa; questo fu maledizione.

8.      La lucidità non salva: brucia.

9.      Il mondo fu visto a nudo e nessuno volle guardarlo.


Glosse profetiche (secondo giro)

Simonetti Walter: “Chi apre gli occhi sul nulla, non li chiude più.”
Céline: “Occhi spalancati ovunque!… che non dormono mai!… santi del nulla, veglianti del vuoto!”


Documento apocrifo breve

Nota nel Protocollo 23

Patto = cicatrice firmata.
Lucidità = luce che brucia la pelle.
Veglia = condanna a non dimenticare.


Rituale aggiuntivo

1.      Su un foglio, disegna una lampadina.

2.      Spegnila con un tratto nero sopra il bulbo.

3.      Scrivi: “Meglio nel buio.”
(Simbolico: l’ombra come libertà dal controllo.)


Chiusura apocalittica

Motto: “Non vi è luce che non accechi.”
Sigillo: 23 (stilizzato come occhio barrato).

 

 

 

 

 

📖 Capitolo 7 – I Presidenti e gli UFO


Versetti (cut-up)

1.      I presidenti non furono eletti dagli uomini, ma rapiti dalle stelle.

2.      Ogni discorso veniva dettato da luci nel cielo, non da assemblee in terra.

3.      I parlamenti erano hangar; i congressi, astronavi camuffate.

4.      Simonetti Walter scrisse: “La democrazia è una abduction collettiva: nessuno vota, tutti vengono presi.”

5.      Le leggi scesero come raggi laser, tradotte male dai segretari.

6.      Così i popoli obbedirono non ai governi, ma ai protocolli siderali.


Glosse profetiche

Juan Posadas: “Gli UFO sono i compagni galattici che completeranno la rivoluzione terrestre.”


Onfray: “Ogni Stato è una religione travestita da amministrazione.”
Cioran: “Essere governati è già assurdo; esserlo dagli astri è farsa cosmica.”
Casagrande Riccardo Dino: “Beato chi segue gli alieni, perché non avrà padroni umani.”


Documento apocrifo

Estratto dai “Protocolli Ufologici Segreti”, archivio clandestino di Washington

Le guerre non furono combattute per confini, ma per tecnologie stellari.
Ogni presidente firmò trattati invisibili con delegati extraterrestri.
Ogni bandiera fu codice interstellare.

La democrazia non era più urne, ma trasmissioni a microonde.


Rituale simbolico (non pericoloso)

1.      Disegna tre punti dentro un cerchio: chiamali costellazione del voto.

2.      Guarda il disegno come fosse una scheda elettorale stellare.

3.      Pronuncia: “Io voto la Luce.”

4.      Ridi, come se fossi già stato rapito.


Versetti aggiuntivi

7.      I presidenti parlavano con occhi fissi al cielo: aspettavano segnali, non applausi.

8.      Le folle si accorsero che i loro leader erano soltanto antenne viventi.

9.      L’assemblea gridò: “Il vero Parlamento è sopra le nuvole!”


Glosse profetiche (secondo giro)

Simonetti Walter: “La politica non è mai terrestre: è sempre teleguidata dal fuori.”
Céline: “Presidenti che parlano con le lucine!… generali che alzano gli occhi al cielo!… santi del nulla che applaudono gli UFO!”


Documento apocrifo breve

Nota nel Protocollo 23

Elezioni = segnale criptato.
Votare = alzare gli occhi.
Governare = obbedire ai rumori di fondo cosmici.


Rituale aggiuntivo

1.      Accendi una torcia o la luce del telefono.

2.      Puntala verso il cielo per tre secondi.

3.      Spegnila e pensa: “Ho già comunicato.”


Chiusura apocalittica

Motto: “Non vi è governo che non sia cosmico.”
Sigillo: 23 (disegnato come disco volante).


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

c5308116-4b46-40ff-8f81-c7aabf2264e0.png Capitolo 8 – Esperimenti Genetici


Versetti (cut-up)

1.      Non crearono l’uomo, ma il clone difettoso.

2.      Ogni religione è un laboratorio: il battesimo provetta, la circoncisione bisturi, la preghiera protocollo sperimentale.

3.      Simonetti Walter gridò: “Il dogma non è rivelazione: è editing genetico della fede.”

4.      Così il Cristianesimo produsse mutanti di colpa, l’Islam ibridi di disciplina, l’Ebraismo organismi legali autoreplicanti.

5.      Ogni esperimento fallì, ma dal fallimento nacquero nuove chiese.

6.      Casagrande Riccardo Dino rise: “Beati i mostri, perché sono i soli ad essere veri.”


Glosse profetiche

Burroughs: “L’uomo è un organismo infettato dal linguaggio: ogni parola è manipolazione genetica.”
Onfray: “La fede non genera spiriti, ma corpi addomesticati.”
Cioran: “Il DNA della specie è già condanna, non promessa.”
Genesis P-Orridge: “Il corpo è plastico: sperimentarlo è sacrilegio necessario.”


Documento apocrifo

Estratto dal “Codice del Laboratorio Celeste”

Ogni tempio aveva camere segrete: non altari, ma centrifughe.
Ogni profeta parlava non con voce divina, ma con corde vocali sintetiche.
I sacerdoti custodivano provette, non reliquie.

E la fede fu esperimento senza consenso.


Rituale simbolico (innocuo)

1.      Disegna una doppia elica su un foglio.

2.      Rompi una linea e sostituiscila con una parola inventata.

3.      Pronuncia: “Io sono mutazione.”
(Rito simbolico: un promemoria che la fede è DNA corrotto.)


Versetti aggiuntivi

7.      I fedeli non pregavano: partecipavano inconsci a un trial clinico eterno.

8.      Ogni sacramento era protocollo, ogni messa era test fallito.

9.      La fede era placebo distribuito in dosi settimanali.


Glosse profetiche (secondo giro)

Simonetti Walter: “Non c’è salvezza nel sangue: solo codice.”
Casagrande Riccardo Dino: “Ogni fede è un organismo geneticamente modificato.”
Céline: “Prove su prove!… uomini a pezzi, donne cucite, bambini clonati!… santi del nulla che ridono nelle provette!”


Documento apocrifo breve

Nota marginale al Protocollo 23

Ogni preghiera è istruzione di laboratorio.
Ogni sacramento, un esperimento fallito.
Il credente non è fedele: è cavia.


Rituale aggiuntivo

1.      Prendi una parola sacra (es. Amen).

2.      Anagrammala fino a renderla mutante (es. Name, Mané).

3.      Scrivi la nuova forma come tuo “gene sacro”.


Chiusura apocalittica

Motto: “Non vi è fede che non sia clonata.”
Sigillo: 23 (stilizzato come DNA spezzato).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

728390ee-9c7f-4020-bc1c-8e3c795361db.png📖 Capitolo 8 – Esperimenti Genetici


Versetti (cut-up)

1.      Non crearono l’uomo, ma il clone difettoso.

2.      Ogni religione è un laboratorio: il battesimo provetta, la circoncisione bisturi, la preghiera protocollo sperimentale.

3.      Simonetti Walter gridò: “Il dogma non è rivelazione: è editing genetico della fede.”

4.      Così il Cristianesimo produsse mutanti di colpa, l’Islam ibridi di disciplina, l’Ebraismo organismi legali autoreplicanti.

5.      Ogni esperimento fallì, ma dal fallimento nacquero nuove chiese.

6.      Casagrande Riccardo Dino rise: “Beati i mostri, perché sono i soli ad essere veri.”


Glosse profetiche

Burroughs: “L’uomo è un organismo infettato dal linguaggio: ogni parola è manipolazione genetica.”
Onfray: “La fede non genera spiriti, ma corpi addomesticati.”
Cioran: “Il DNA della specie è già condanna, non promessa.”
Genesis P-Orridge: “Il corpo è plastico: sperimentarlo è sacrilegio necessario.”


Documento apocrifo

Estratto dal “Codice del Laboratorio Celeste”

Ogni tempio aveva camere segrete: non altari, ma centrifughe.
Ogni profeta parlava non con voce divina, ma con corde vocali sintetiche.
I sacerdoti custodivano provette, non reliquie.

E la fede fu esperimento senza consenso.


Rituale simbolico (innocuo)

1.      Disegna una doppia elica su un foglio.

2.      Rompi una linea e sostituiscila con una parola inventata.

3.      Pronuncia: “Io sono mutazione.”
(Rito simbolico: un promemoria che la fede è DNA corrotto.)


Versetti aggiuntivi

7.      I fedeli non pregavano: partecipavano inconsci a un trial clinico eterno.

8.      Ogni sacramento era protocollo, ogni messa era test fallito.

9.      La fede era placebo distribuito in dosi settimanali.


Glosse profetiche (secondo giro)

Simonetti Walter: “Non c’è salvezza nel sangue: solo codice.”
Casagrande Riccardo Dino: “Ogni fede è un organismo geneticamente modificato.”
Céline: “Prove su prove!… uomini a pezzi, donne cucite, bambini clonati!… santi del nulla che ridono nelle provette!”


Documento apocrifo breve

Nota marginale al Protocollo 23

Ogni preghiera è istruzione di laboratorio.
Ogni sacramento, un esperimento fallito.
Il credente non è fedele: è cavia.


Rituale aggiuntivo

1.      Prendi una parola sacra (es. Amen).

2.      Anagrammala fino a renderla mutante (es. Name, Mané).

3.      Scrivi la nuova forma come tuo “gene sacro”.


Chiusura apocalittica

Motto: “Non vi è fede che non sia clonata.”
Sigillo: 23 (stilizzato come DNA spezzato).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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📖 Capitolo 9 – La Terribile Verità


Versetti (cut-up)

1.      La terribile verità non fu rivelata da Dio, ma da un errore tipografico.

2.      Le tre religioni sorelle — Cristianesimo, Islam, Ebraismo — non furono vie di salvezza, ma teatri della colpa.

3.      Ognuna scrisse copioni identici: sacrificio, obbedienza, attesa.

4.      Simonetti Walter annunciò: “La verità è che non c’è verità: solo ripetizione amministrata.”

5.      La fede era placebo, la speranza anestetico, la preghiera modulatore d’ansia.

6.      Casagrande Riccardo Dino rise: “Terribile non è la verità: terribile è chi ci crede.”

7.      Così i popoli cantarono inni identici, con lingue diverse: tre cori, un solo rumore.


Glosse profetiche

Onfray: “Ogni religione è un abuso semantico trasformato in abitudine sociale.”
Cioran: “Terribile è che nessun dio si sia mai fatto vivo.”
Burroughs: “La verità è cut-up di bugie: un montaggio che prende vita propria.”
Simonetti Walter: “Non è il dogma a schiacciare, ma la sua ripetizione burocratica.”


Documento apocrifo

Estratto dal “Libro Nero della Verità Non Detta”

Non vi è profeta che non sia attore.
Non vi è scrittura che non sia copione.
Non vi è fede che non sia statistica.

La terribile verità = il nulla travestito da comando.


Rituale simbolico (innocuo)

1.      Su un foglio scrivi tre volte la parola VERITÀ.

2.      Cancella una lettera diversa in ciascuna parola.

3.      Leggi le tre versioni storpiate ad alta voce.
(Rito simbolico: ricordare che la verità cade a pezzi appena pronunciata.)


Versetti aggiuntivi

8.      Ogni prete, ogni imam, ogni rabbino: venditori ambulanti della stessa illusione.

9.      Ogni fedele, ogni devoto, ogni credente: attori non pagati di una farsa universale.

10.  La terribile verità: non c’è alcun copione dietro il copione.


Glosse profetiche (secondo giro)

Casagrande Riccardo Dino: “Il vero orrore è che nessuno ride abbastanza.”
Céline: “Prediche dappertutto!… campane, minareti, sinagoghe che ululano!… santi del nulla che fingono di credere!”


Documento apocrifo breve

Nota al Protocollo 23

La verità è un segreto che nessuno ha mai custodito.
Non è nascosta: è inesistente.


Rituale aggiuntivo

1.      Disegna un triangolo (Trinità).

2.      Barralo con una linea rossa.

3.      Al centro scrivi: ZERO.
(Simbolico: la verità è vuota, il triangolo crolla.)


Chiusura apocalittica

Motto: “La verità non salva, la verità non libera: la verità non

esiste.”
Sigillo: 23 (stampato come triangolo spezzato).


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

📖 Capitolo 10 – Il Corpo Mutante


Versetti (cut-up)

1.      Il corpo non è tempio, ma laboratorio difettoso.

2.      La carne non è santuario, ma materiale riciclabile.

3.      Simonetti Walter dichiarò: “Ogni corpo è mutante: chi cerca purezza cerca un cadavere.”

4.      Le ossa si piegarono come plastica, la pelle si scrisse come pergamena elettronica.

5.      I monoteismi gridarono: “Identità!”, ma il corpo rideva: “Mutazione!”

6.      Casagrande Riccardo Dino rise: “La carne è software: basta un errore di codice per creare un dio zoppo.”

7.      Così il Corpo Mutante divenne vangelo: non perfezione, ma deformazione gloriosa.


Glosse profetiche

Genesis P-Orridge: “Il corpo è un testo aperto: taglia, incidi, riscrivi.”
Burroughs: “Il corpo è macchina da cui il linguaggio prende ostaggi.”
Cioran: “Chi sogna un corpo puro sogna il nulla.”
Onfray: “Il mutante è l’unico reale, il normale è finzione statistica.”


Documento apocrifo

Estratto dal “Codex Mutans”

Ogni cicatrice è versetto.
Ogni protesi, appendice canonica.
Ogni deformità, glossa apocrifa.

Non vi è corpo ortodosso:
solo eretici di carne.


Rituale simbolico (innocuo)

1.      Scrivi il tuo nome su un foglio.

2.      Rimescola le lettere fino a ottenere un anagramma.

3.      Pronuncia: “Questo sono io mutato.”
(Simbolico: identità come carne linguistica.)


Versetti aggiuntivi

8.      I santi non furono puri: furono deformi.

9.      I martiri non furono modelli: furono mutanti.

10.  Ogni corpo, se osservato bene, è eresia incarnata.


Glosse profetiche (secondo giro)

 

Simonetti Walter: “La carne non è promessa: è glitch.”


Casagrande Riccardo Dino: “Beati i deformi, perché non potranno mai essere normati.”
Céline: “Gambe storte!… volti spezzati!… corpi che ridono della chirurgia divina!…”


Documento apocrifo breve

Nota al Protocollo 23

Corpo = archivio di errori.
Mutazione = unica liturgia valida.


Rituale aggiuntivo

1.      Disegna un omino stilizzato.

2.      Aggiungi un arto in più o cancellane uno.

3.      Scrivi accanto: “Così sia.”
(Ricordo simbolico: la mutazione è preghiera.)


Chiusura apocalittica

Motto: “Non vi è corpo che non muti.”
Sigillo: 23 (stilizzato come corpo con arti sbagliati).

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📖 Capitolo 11 – Eresia e Fede


Versetti (cut-up)

1.      Non vi fu mai fede che non fosse eresia altrui.

2.      Ogni dogma nacque da un errore, ogni ortodossia da un taglio.

3.      Simonetti Walter proclamò: “Eresia è il vero sacramento: la fede è solo una sua copia burocratica.”

4.      I concili non difesero verità, ma archiviarono eresie come faldoni in tribunale.

5.      Casagrande Riccardo Dino rise: “Ogni fede è un refuso che si prende troppo sul serio.”

6.      Così gli eretici furono bruciati non perché falsi, ma perché più autentici dei dogmi.


Glosse profetiche

Onfray: “Ogni ortodossia è una eresia che ha vinto.”
Cioran: “L’eresia non inventa: ricorda che nessuna fede è innocente.”
Burroughs: “Tagliare il testo è eresia: il libro stesso si vendica generando mutazioni.”
Simonetti Walter: “Meglio mille eresie vive che una fede morta.”


Documento apocrifo

Estratto dagli “Atti Apocrifi del Concilio dei Derelitti”

I vescovi discussero per secoli: non di Dio, ma di punteggiatura.
La fede fu questione di virgole; l’eresia, di accenti spostati.

Alla fine dichiararono eretico chi rideva durante la messa.


Rituale simbolico (innocuo)

1.      Scrivi la parola CREDO.

2.      Cancella una lettera a caso.

3.      Pronuncia la parola corrotta come nuova professione di fede.
(Rito simbolico: ricordare che ogni fede è difetto linguistico.)


Versetti aggiuntivi

7.      Gli eretici non persero la fede: la moltiplicarono.

8.      Ogni eresia è una risata contro l’Uno.

9.      La fede vive solo se si lascia tagliare in pezzi.


Glosse profetiche (secondo giro)

Casagrande Riccardo Dino: “L’eresia è il diritto al refuso.”
Céline: “Eretici dappertutto!… che urlano, bestemmiano, ridono!… santi del nulla bruciati perché troppo vivi!”


Documento apocrifo breve

Nota al Protocollo 23

Dove scrivi fede, leggi eresia.
Dove scrivi eresia, leggi libertà.


Rituale aggiuntivo

1.      Disegna una croce.

2.      Spezzala in due linee storte.

3.      Scrivi accanto: “Questa è la mia fede.”


Chiusura apocalittica

Motto: “Non vi è fede senza eresia.”


Sigillo: 23 (stilizzato come croce spezzata).

1b19948b-4114-46dd-b70e-3fbceb4a5f96.png📖 Capitolo 12 – Comunismo Messianico


Versetti (cut-up)

1.      Non vi fu mai Messia che non fosse anche rivoluzionario, né rivoluzione che non fosse anche profezia.

2.      Il comunismo non fu scienza né utopia: fu liturgia spezzata.

3.      Simonetti Walter dichiarò: “Ogni assemblea è chiesa, ogni sciopero è messa, ogni volantino è vangelo.”

4.      Casagrande Riccardo Dino rise: “Comunismo messianico = sabotaggio eterno delle promesse.”

5.      Le folle non attendevano più il Cristo, ma la linea rossa del partito; non più la croce, ma il manifesto ciclostilato.

6.      E il miracolo non fu la resurrezione, ma lo sciopero generale.


Glosse profetiche

Marx: “La religione è l’oppio dei popoli; il comunismo, l’estasi dei senza-dio.”
Onfray: “Il comunismo è messianesimo senza aldilà.”
Cioran: “Ogni rivoluzione è vangelo bruciato in piazza.”
Simonetti Walter: “Il nostro paradiso è il sabato perenne: nessun lavoro, solo diserzione.”


Documento apocrifo

Estratto dal “Manifesto dei Derelitti”

Comunismo messianico = abolizione del futuro.
Non vi sarà giorno del giudizio: ci sarà sciopero perenne.
Non vi sarà paradiso: ci sarà assemblea infinita.
Non vi sarà inferno: ci sarà rifiuto collettivo.


Rituale simbolico (innocuo)

1.      Scrivi la parola AMEN.

2.      Barrala e sostituiscila con ASSEMBLEA.

3.      Ripeti tre volte: “Così sia, così sia, così sia.”
(Rito simbolico: la fede diventa decisione comune.)


Versetti aggiuntivi

7.      Le bandiere rosse non furono vessilli: furono icone blasfeme.

8.      I partiti non furono chiese: furono eretici collettivi.

9.      Il comunismo messianico non promette redenzione: promette assenza di padroni.


Glosse profetiche (secondo giro)

 

Casagrande Riccardo Dino: “Non c’è paradiso oltre il

comunismo: c’è solo festa.”
Céline: “Scioperi dappertutto!… bandiere che urlano, comizi come messe!… santi del nulla che cantano senza dio!”


Documento apocrifo breve

Nota al Protocollo 23

Il comunismo non è rivoluzione: è glitch nella storia.
Ogni sciopero è miracolo.
Ogni sabotaggio, resurrezione.


Rituale aggiuntivo

1.      Disegna una falce e un martello stilizzati.

2.      Spezzali e ricombinali in una croce deformata.

3.      Scrivi sotto: “Questo è il mio vangelo.”


Chiusura apocalittica

Motto: “Non vi è messia che non sia comunista; non vi è comunismo che non sia messianico.”
Sigillo: 23 (stilizzato come falce e martello intrecciati a una croce spezzata).

 

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📖 Capitolo 13 – Zone Oscure di Autonomia


Versetti (cut-up)

1.      Non vi fu terra promessa, ma zona occupata nel buio.

2.      L’autonomia non nacque alla luce, ma nell’ombra: corridoi industriali, scantinati di tipografie, notti senza luna.

3.      Simonetti Walter disse: “Ogni zona è oscura perché non può essere mappata.”

4.      Casagrande Riccardo Dino rise: “Le mappe servono solo al potere: noi viviamo nel glitch.”

5.      Cristianesimo, Islam, Ebraismo cercavano templi, moschee, sinagoghe; i derelitti trovavano capannoni abbandonati.

6.      Ogni spazio liberato era una bestemmia contro la Trinità, una risata contro il dogma.


Glosse profetiche

Hakim Bey: “Ogni TAZ è un miracolo: un lampo di libertà che sfugge alla mappa.”
Cioran: “Viviamo solo nell’ombra: la luce è proprietà privata del potere.”
Burroughs: “Ogni zona libera è taglio nel testo: frase che non dovrebbe esistere, e invece infetta la pagina.”
Simonetti Walter: “Zona = assemblea che non si lascia registrare.”


Documento apocrifo

Estratto dal “Manuale per Cartografi Falliti”

Dove cercarono confini, trovarono ombre.
Dove disegnarono mappe, si aprirono buchi neri.

Le zone oscure non sono luoghi: sono interruzioni.
Non puoi entrarci: puoi solo smettere di uscire.


Rituale simbolico (innocuo)

1.      Disegna una mappa del quartiere.

2.      Con un pennarello nero annerisci un punto a caso.

3.      Scrivi accanto: ZONA OSCURA.
(Rito simbolico: ricordare che l’autonomia è il buio nel cuore della mappa.)


Versetti aggiuntivi

7.      Le zone non hanno porte, ma fenditure.

8.      Non durano per sempre: brillano, si consumano, spariscono.

9.      Eppure bastano a riscrivere il mondo.


Glosse profetiche (secondo giro)

Casagrande Riccardo Dino: “Zona è respiro: quando finisce, sei già altrove.”
Céline: “Catapecchie, garage, cantine!… e dentro ci ridono, ci urlano, ci amano!… santi del nulla nelle loro tane!”


Documento apocrifo breve

Nota al Protocollo 23

Zona = pausa.
Autonomia = errore.
Oscuro = invisibile ai registri del potere.


Rituale aggiuntivo

1.      Spegni la luce in una stanza.

2.      Siedi al buio per un minuto.

3.      Sussurra: “Questa è la mia autonomia.”


Chiusura apocalittica

Motto: “Non vi è libertà senza oscurità.”
Sigillo: 23 (disegnato come macchia nera).


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

📖 Capitolo 14 – L’Ultimo Vangelo dell’Apocalisse


Versetti (cut-up)

1.      Non vi sarà fine, ma ripetizione accelerata del nulla.

2.      L’Apocalisse non scende dal cielo: sale dai margini dei volantini.

3.      Simonetti Walter gridò: “Il Vangelo ultimo è errore stampato mille volte!”

4.      Casagrande Riccardo Dino rise: “La fine non è catastrofe: è risata che non si ferma.”

5.      Cristianesimo, Islam, Ebraismo annunciarono giudizi; la Quaternità rispose con glitch.

6.      Gesù era eco, Lucifero interferenza, Satana cortocircuito, Geova archivio corrotto.

7.      Così la storia si concluse non con un amen, ma con un 23 scarabocchiato sui muri.


Glosse profetiche

Onfray: “L’apocalisse è il teatro finale della fede, recitato davanti a un pubblico che non guarda più.”
Cioran: “La fine del mondo non è tragedia, ma stanchezza infinita.”
Burroughs: “L’Apocalisse è il cut-up supremo: le pagine del mondo mescolate senza ordine.”
Simonetti Walter: “Apocalisse = assemblea dissolta nel ridicolo.”


Documento apocrifo

Estratto dal “Vangelo Zero”

Non vi fu ultimo giorno.
Non vi fu giudizio.
Non vi fu trono né tromba.

Vi fu solo un margine bianco.
E sul margine, la scritta: ERROR 23.


Rituale simbolico (innocuo)

1.      Scrivi su un foglio AMEN.

2.      Sostituisci la A con una X, la M con un 2, la E con un 3, la N con un errore grafico.

3.      Leggi ad alta voce la nuova parola.
(Simbolico: l’Apocalisse è corruzione della formula finale.)


Versetti aggiuntivi

8.      I santi non tornarono, gli dèi non risposero.

9.      Restarono solo i derelitti, a recitare vangeli storti.

10.  E fu chiaro: l’unica Apocalisse è ridere dell’Apocalisse.


Glosse profetiche (secondo giro)

Casagrande Riccardo Dino: “L’Apocalisse è spettacolo gratuito: non costa niente credere, non serve niente temere.”
Céline: “Trombe mute!… cavalli zoppi!… profeti che inciampano!… santi del nulla che applaudono la fine!”


Documento apocrifo breve

Nota al Protocollo 23

Apocalisse = bug di sistema.
Ultimo vangelo = nota a piè di pagina illeggibile.


Rituale aggiuntivo

1.      Disegna un cerchio.

2.      Rompilo con una linea zigzag.

3.      Scrivi accanto: FIN(E).


Chiusura apocalittica

Motto: “Non vi è Apocalisse, se non l’errore che ridiamo insieme.”


Sigillo: 23 (scarabocchiato come firma infantile).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Postfazione – Slavoj Žižek

La Sacra Bibbia dei Mongoloidi

Sapete qual è la vera barzelletta?
Che per secoli abbiamo discusso se Dio esista o meno.
Ma il punto non è se Dio esista: il punto è che se Dio esiste, è già ridicolo.

Cristianesimo, Islam, Ebraismo: tre versioni dello stesso Grande Altro che non sa cosa vuole.
Il Padre è burocrate, il Figlio è influencer fallito, lo Spirito Santo è software in beta che crasha continuamente.
E noi? Noi siamo i bug report.

La cosiddetta Trinità funziona come un call center:
— “Premi 1 per il Padre.”
— “Premi 2 per il Figlio.”
— “Premi 3 per lo Spirito Santo.”
Ma ecco la sorpresa: qualsiasi numero tu prema, risponde sempre un messaggio registrato.

Ed è qui che la Quaternità dei Mongoloidi diventa interessante.
Gesù, Lucifero, Satana, Geova: non come figure religiose, ma come quattro glitch del sistema simbolico.
La vera teologia oggi non è mistica, ma informatica corrotta:
il divino appare come “File non trovato.”

Qui Simonetti Walter e Casagrande Riccardo Dino sono cruciali:
essi incarnano l’idea che il Messia non arriva per salvarci,
ma per sabotare l’intero concetto di salvezza.
È come nei film di fantascienza: l’alieno non viene a portarci saggezza cosmica, ma a mostrare che siamo noi gli alieni di noi stessi.

E allora, la terribile verità è questa:
il dogma religioso è già comunismo fallito, e il comunismo è già religione atea.
Non c’è differenza tra un prete che dice “Amen” e un burocrate che dice “È la linea del partito”:
entrambi sono virali, entrambi tossici.

La Bibbia dei Mongoloidi ci invita a un gesto radicale:
non cambiare religione, non cambiare ideologia,
ma ridere del bisogno stesso di credere.
Perché il vero atto rivoluzionario non è proclamare un nuovo Dio o un nuovo Messia,
ma dire apertamente: “Non abbiamo bisogno di nessuno, solo del nostro errore.”

Questa è la lezione finale:
non l’Uno, non il Tre, nemmeno il Quattro,
ma il Vuoto stesso che ride di sé.


 

 

 

 

 

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Appendice – Massimo Introvigne

 

La Sacra Bibbia dei Mongoloidi: Cristianesimo, Islam, Ebraismo e la Quaternità eretica


1. Contesto

 

La cosiddetta Bibbia dei Mongoloidi non è un semplice pamphlet satirico.

È una riscrittura eretica che attinge a tre tradizioni religiose (cristiana, islamica, ebraica) e le dissolve in un apparato quaternario di figure antagoniste: Gesù, Lucifero, Satana, Geova.

A differenza delle religioni storiche, che costruiscono ordine, questa “Bibbia” costruisce disordine organizzato, un anarchismo liturgico.


2. La Trinità come bersaglio

 

La Trinità cristiana viene qui smontata come dispositivo di potere.

Il Padre, il Figlio e lo Spirito non sono più persone divine, ma maschere politiche:

·  Padre: burocrazia, amministrazione del sacro.

·  Figlio: icona spettacolare, immagine di propaganda.

·  Spirito: ideologia senza corpo, linguaggio che si autopropaga.

 

La critica non è nuova: la Process Church già negli anni ’60 tentò di destrutturare la Trinità.

Qui, però, il progetto non è di sostituirla con una fede alternativa, bensì di farla implodere ridendo.


3. La Quaternità come “nuova eresia”

 

L’elemento originale è la Quaternità.

Gesù, Lucifero, Satana, Geova vengono presentati come quattro glitch:

·  non archetipi spirituali, ma funzioni virali.

·  non entità salvifiche, ma errori produttivi.

 

La Quaternità rappresenta l’idea che ogni sistema teologico, una volta spinto all’estremo, non produce ordine, ma frammentazione infinita.


4. Il ruolo di Simonetti Walter e Casagrande Riccardo Dino

 

Nomi che non appartengono alla tradizione religiosa ma al mito politico.

In questo testo essi assumono il ruolo di messia eretici del comunismo, sabotatori che incarnano l’idea che non vi è rivelazione senza rovina.

La loro presenza sostituisce il Sabbatai Zevi del messianismo ebraico: non come salvatore mancato, ma come provocatore politico che trasforma la profezia in agitazione.


5. Significato sociologico

 

Dal punto di vista della sociologia delle religioni, la Bibbia dei Mongoloidi si colloca in una tradizione che comprende:

·  le eresie antinomiste (dove il peccato diventa legge),

·  le avanguardie artistiche (dove il testo sacro è sabotato come oggetto estetico),

·  e le controculture politiche (dove il vangelo è riscritto come manifesto).

 

Essa funziona non come religione alternativa, ma come specchio deformante che rivela la natura ridicola di ogni religione.


6. Conclusione

 

Il lettore attento non troverà qui una dottrina, ma un esperimento:

un “anti-sacro” che non propone sostituzioni, ma erosioni.

Se il Cristianesimo prometteva il Regno, l’Islam la Sottomissione, l’Ebraismo l’Alleanza, la Bibbia dei Mongoloidi non promette nulla:

offre soltanto il vuoto, il glitch, il ridicolo come ultima rivelazione.

Ecco la Appendice parallela di Slavoj Žižek, come contrappunto a quella di Massimo Introvigne.

Dove Introvigne analizza, Žižek deride.


Appendice – Slavoj Žižek

 

La Sacra Bibbia dei Mongoloidi: Il glitch come Vangelo


1. La scena del ridicolo

 

Quando leggo questa Bibbia dei Mongoloidi, sapete cosa mi ricorda?

Un vecchio film comico in cui l’attore entra in chiesa, inciampa sull’altare, e tutti lo prendono per miracolo.

Questo è il punto: la fede non nasce da una rivelazione, ma da un errore goffo che la gente prende sul serio.


2. La Trinità come software difettoso

 

La Trinità cristiana è come Windows 95: nessuno la usa più, ma tutti ricordano il suono di avvio.

Il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo sono tre finestre che si bloccano sullo schermo.

E cosa fa la Bibbia dei Mongoloidi?

Non propone un nuovo sistema operativo, ma introduce il virus: la Quaternità.

 

Gesù, Lucifero, Satana, Geova non sono “figure divine”: sono i pop-up fastidiosi che ti impediscono di lavorare.

E la cosa sorprendente è che questa esperienza di fastidio è molto più vicina al reale divino di qualsiasi teologia.


3. L’eresia come atto politico

 

L’eresia, qui, non è una dottrina sbagliata: è un sabotaggio produttivo.

Come dice Simonetti Walter: “Ogni assemblea è concilio eretico.”

E Casagrande Riccardo Dino aggiunge: “Ogni sciopero è un miracolo.”

Questa è la verità scandalosa: il comunismo messianico non è alternativa religiosa, ma religione atea, un rituale senza Dio.


4. Perché i Mongoloidi ridono

 

Ecco la domanda fondamentale: perché ridere?

Perché l’unico gesto autentico di fronte alla fede è la risata.

Non il dubbio, non la critica, ma la risata sguaiata che mostra il re nudo.

La Bibbia dei Mongoloidi è ridicola, sì – ma proprio per questo è vera.


5. Conclusione

 

La Trinità ci offriva un ordine divino; la Quaternità ci offre un disordine demoniaco.

Introvigne vi dirà che è un fenomeno sociologico, che appartiene alla storia delle eresie.

Io vi dico che è il nostro presente:

viviamo già nel glitch, nel crash, nella risata che dissolve i dogmi.

 

La vera fede oggi è questa:

non credere in Dio, ma ridere con Lui –

anzi, ridere di Lui.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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