domenica 9 novembre 2025

La Filosofia dopo la Rivoluzione Prefazione ai libri di Riccardo Casagrande / Simonetti Walter



COSTANZO PREVE




La Filosofia dopo la Rivoluzione




Prefazione ai libri di Riccardo Casagrande / Simonetti Walter



The Coma Cose – L’Apocalisse dell’Angelo Caduto

L’Angelo della Rivoluzione

Trickster – Lo Stregone Muta Forma

(Edizione Z.I.A. – Zona Irreale di Autonomia / Fossombrone, 2055)





I.  La fine di una teoria, l’inizio di una metafisica del sonno



Ogni epoca che si proclama post-qualcosa, in realtà, è già pre-qualcos’altro.

La cosiddetta “fine della teoria” non coincide con l’esaurimento del pensiero, ma con il suo passaggio di stato: dal logos discorsivo alla visione, dalla dialettica alla poesia, dall’argomentazione al sogno.


L’opera di Riccardo Casagrande — o, per usare il suo nome simbolico, Simonetti Walter — si colloca precisamente in questo punto di torsione storica.

Dopo la dissoluzione della teoria critica, egli tenta la via più pericolosa: riconvertire la filosofia in mitologia, e la politica in teologia della materia.

Non è un gesto di fuga, ma di necessità.

Laddove la ragione ha cessato di produrre senso, solo il mito può ancora conservarne la forma.


La trilogia The Coma Cose – L’Apocalisse dell’Angelo Caduto, L’Angelo della Rivoluzione e Trickster – Lo Stregone Muta Forma rappresenta il manifesto di questa nuova metafisica del sonno:

una riflessione integrale sul destino dell’uomo dopo la fine del lavoro, della Storia e della speranza.





II.  Dalla critica del capitale alla critica della veglia



Il protagonista di questa trilogia, Simonetti, non è un individuo, ma una figura teologica della coscienza storica post-rivoluzionaria.

È l’uomo che ha attraversato tutte le forme della ribellione — la politica, la fede, la poesia — e che ora si risveglia in un mondo anestetizzato dal linguaggio e dalla tecnica.


Nel primo volume, The Coma Cose, il capitalismo appare non come sistema economico, ma come forma di sonno generalizzato.

L’umanità è ibernata in un coma produttivo: un dormiveglia di consumo e connessione, dove persino la ribellione è un algoritmo di intrattenimento.

Il comunismo, qui, non è più l’utopia del risveglio, ma il desiderio di dormire fuori dal controllo.


Questo paradosso — la rivoluzione come sonno — è il cuore filosofico della trilogia.

Casagrande sembra suggerire che la veglia contemporanea è essa stessa alienazione:

l’incessante vigilanza del capitale, la trasparenza, la produttività, la visibilità come condanna.

Il sonno, al contrario, diventa lo spazio segreto dell’essere, la clandestinità dell’anima, la nuova zona autonoma in cui il soggetto si sottrae al biopotere.





III.  Il comunismo del sogno e la comunità pre-ontologica



Nel secondo volume, L’Angelo della Rivoluzione, la politica cessa di essere organizzazione e ritorna liturgia del comune.

La Z.I.A. – Zona Irreale di Autonomia – è la trasfigurazione onirica della comunità perduta.

I suoi dormienti non lavorano, non producono, non scambiano: vibrano insieme.


Lì, la categoria marxiana di comunismo reale viene rovesciata in comunismo del sogno.

L’essenza del comunismo non è più economica, ma ontologica: è il bisogno di ricongiungere l’io frantumato al suo tutto.

In un mondo di individui svegli e soli, il sogno comune diventa il solo atto politico possibile.


Casagrande recupera così, in forma mistica, ciò che la filosofia politica ha perduto:

la dimensione spirituale della comunità, quella che né il liberalismo né il marxismo storico hanno saputo conservare.

Il sonno collettivo della Z.I.A. è l’immagine rovesciata della veglia capitalistica:

non la morte della coscienza, ma la rinascita di una coscienza condivisa.





IV.  Trickster e la dialettica rovesciata



Nel terzo libro, Trickster – Lo Stregone Muta Forma, il sonno diventa consapevole di sé.

Simonetti si trasforma nello Stregone Mutante, il sabotatore della realtà, colui che ride nel cuore del sistema.

È la figura che incarna la negazione della negazione dopo la fine della dialettica:

l’ironia assoluta che disattiva ogni verità senza negarla.


Il Trickster è l’erede di Marx e di Nietzsche, ma anche il loro becchino.

Non vuole fondare nulla, non vuole distruggere nulla: vuole decomporre.

È l’angelo che introduce il virus nella macchina della ragione, perché solo un errore può salvare il mondo dal funzionare all’infinito.


Con questa immagine, Casagrande chiude la parabola della filosofia occidentale:

dal Logos al Glitch, dalla Ragione al Crash.

Eppure, in quel crash, vi è una forma di pietà.

Il riso del Trickster è un atto d’amore verso la materia che non ha più nulla da dire, ma ancora vibra di vita.





V.  La metafisica del silenzio



Leggere Casagrande oggi significa riconoscere che la filosofia non muore mai, ma cambia forma.

Dopo la crisi della teoria, resta la fenomenologia del residuo: la contemplazione poetica del mondo quando tutte le sue categorie politiche si sono esaurite.


Casagrande non è un autore politico nel senso militante, ma metapolitico nel senso ontologico.

Come Hölderlin o Pasolini, come Deleuze o Cioran, egli fa della parola un gesto di restituzione.

Nel suo linguaggio interrotto, nella sua grammatica scomposta, si sente il tentativo di restituire al pensiero il ritmo originario del mito.


La sua opera si iscrive, dunque, non nella tradizione marxista o postmoderna, ma in una filosofia del silenzio:

la consapevolezza che il mondo non si cambia parlando, ma tacendo in comune.





VI.  Conclusione – La comunità come resurrezione della specie



La trilogia di Casagrande è un vangelo per il dopo-Storia.

Il suo messaggio, per quanto rivestito di immagini apocalittiche, è semplice:

l’uomo moderno ha distrutto il mondo per eccesso di linguaggio, e potrà salvarsi solo attraverso la sospensione del dire.


La sua Coma Cose non è la negazione del comunismo, ma la sua metamorfosi in comunismo ontologico:

una nuova unità tra l’essere e la specie, tra la carne e il linguaggio, tra il sogno e la materia.


“Solo chi sa dormire insieme può ancora risvegliarsi da solo.”

— Simonetti Walter / Riccardo Casagrande, The Coma Cose


In un tempo in cui ogni parola politica è stata corrotta, questa trilogia restituisce al comunismo la sua dimensione originaria: non progetto, ma destino.

Un destino che non si realizza, ma si riconosce, nel sonno collettivo di una civiltà che finalmente smette di mentire a se stessa.




Costanzo Preve

Torino – Fossombrone, 2055


“La filosofia non è morta: si è ritirata a dormire con l’uomo, in attesa di un nuovo risveglio dell’essere.”





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