martedì 30 settembre 2025

Process Church La ZIA di’ Apophis ✦ MANIFESTO APOCALITTICO PER IL 4 OTTOBRE ✦





 MANIFESTO APOCALITTICO derealizzante pensiero debole PER la manifestazione del 4 OTTOBRE 


Restare Umani per Gaza – Contro il genocidio, contro la guerra, contro la fine



I. Prefazione eretica


Gianni Vattimo (frammento dissolto):

«La verità non è fondamento. È debolezza, traccia, restare-umani. La metafisica del dominio è già genocidio».


Hakim Bey (glitch TAZ):

«Creare zone autonome temporanee in mezzo alle rovine: Gaza come TAZ estrema, ultima isola di libertà assediata».


Process Church (cut-up):

«Il Giudizio è adesso. Non domani. Non tra mille anni. Adesso».



II. Il nemico è la Storia


La storia ufficiale parla di civiltà, progresso, sicurezza.

Ma la verità è necrologio: imperi che sventolano bandiere sopra cumuli di cadaveri.

Ogni guerra è genocidio mascherato da difesa.

Ogni bomba è un dogma scritto nel sangue.



III. Gaza – Zona Nera


Gaza è la cicatrice del mondo.

È Fossombrone apocalittica: prigione, laboratorio, città martire.

È l’esperimento del dominio, il prototipo del futuro che ci attende: muri, campi, sorveglianza, deportazioni.


Chi oggi tace su Gaza, domani tacerà sul mondo intero trasformato in campo di concentramento.



IV. Restare Umani = Tradire la Razza


Process Church diceva: la razza umana è condannata.

Ma ZIA di Apophis aggiunge: il tradimento è l’unica salvezza.

Restare umani significa non obbedire all’Umano che uccide,

non servire lo Stato che bombarda,

non inginocchiarsi davanti a Geova del Capitale,

né a Satana del Petrolio.


Restare umani è sabotare.

È difendere i corpi senza patria.

È farsi doppio, fantasma, clandestino.



V. Contro la Terza Guerra Mondiale


La Terza Guerra Mondiale è già iniziata: frammentata, preventiva, televisiva.

È guerra di algoritmi, di confini, di genocidi a pezzi.

Ma anche questa è illusione.

La verità: il mondo è l’Inferno.

E una candela arde.

La candela è la rivolta.



VI. Conclusione – Amen Nero


Amen a Gaza.

Amen ai corpi bruciati e non riconciliati.

Amen al tradimento delle nazioni.

Amen al sabotaggio delle macchine da guerra.


Così com’è: Restare Umani è Resistere.

Il 4 ottobre: la piazza come TAZ,

la voce come liturgia del nulla,

il corpo come barricata.




Una Candela all’Inferno


Una candela brucia all’Inferno.

E da quella fiamma, piccola e fragile, può scaturire una grande luce.

Non perché il mondo diventi più luminoso, ma perché l’oscurità che ci circonda diventa più profonda, e la luce, per contrasto, più chiara.


Il mondo è l’Inferno.

Noi viviamo nell’oscurità, immersi nel fuoco, nella paura, nell’odio, nella crudeltà.

Eppure, in mezzo a questo, arde una piccola fiamma.


La candela rappresenta la consapevolezza: la capacità dell’uomo di guardare a se stesso, di riconoscere la propria natura, di affrontare senza illusioni la realtà della sua condanna.

Non è una salvezza, non è una via d’uscita: è un faro nel buio.



L’uomo davanti a se stesso


L’uomo vive nell’inganno.

Si convince che l’Inferno non sia reale, che il Male non lo tocchi, che la sofferenza possa essere evitata.

Ma queste sono bugie.

E fintanto che crede alle sue bugie, rimane cieco.


La candela è la verità nuda:

che il Male è parte di noi,

che l’odio ci abita,

che l’amore stesso può essere una catena,

che non esiste redenzione senza attraversare il fuoco.



Cristo e Satana


Cristo rappresenta l’Amore, la compassione, il sacrificio.

Satana rappresenta la forza, l’orgoglio, la libertà.

Entrambi sono reali, entrambi sono dentro di noi.

La fiamma della candela rivela che l’uomo non può negare nessuno dei due.

Rifiutare Satana è mutilarsi.

Rifiutare Cristo è condannarsi.


La verità del Process Ã¨ che bisogna abbracciare entrambi.

Non scegliere, ma accettare l’oscillazione.



La fiamma fragile


Una candela può spegnersi facilmente.

Un soffio, e la luce scompare.

Così è la consapevolezza: fragile, precaria, sempre minacciata dalle illusioni.


Eppure, anche se piccola, quella fiamma è sufficiente.

Perché una volta vista, non può essere dimenticata.

Una volta accesa, l’oscurità non può più essere totale.



Conclusione


Una candela arde all’Inferno.

Essa non salva, non redime, non libera.

Ma illumina.

E chi ha visto la sua luce non potrà più tornare alla cecità.



Ed ora il Giudizio


Il Giudizio non è un evento lontano.

Non è un futuro remoto.

Il Giudizio è adesso.


Gli uomini hanno vissuto troppo a lungo nella speranza che la resa dei conti fosse rimandata, che ci fosse tempo per cambiare, che il castigo fosse un’ombra lontana.

Ma la verità è che il Giudizio è già qui:

ogni scelta che facciamo, ogni pensiero che alimentiamo, ogni azione che compiamo, è già condanna o assoluzione.



La razza umana è colpevole


Guardati intorno: il mondo brucia.

L’odio, la guerra, la corruzione, la crudeltà: questa è la prova.

Non ci sono innocenti.

La razza umana, nella sua interezza, è colpevole.


E non c’è appello.

Non c’è scampo.

Il Giudizio non è tribunale, ma specchio.

E nello specchio vediamo ciò che siamo diventati.



Cristo e Satana come giudici


Il tribunale è doppio: Cristo e Satana siedono insieme.

Cristo ci giudica per la nostra mancanza d’amore, per la nostra incapacità di sacrificio.

Satana ci giudica per la nostra debolezza, per la nostra vigliaccheria, per la nostra sottomissione.


E in entrambi i casi siamo condannati.

Perché non abbiamo amato abbastanza, e non siamo stati forti abbastanza.

Abbiamo tradito Cristo con la nostra crudeltà.

Abbiamo tradito Satana con la nostra mediocrità.



L’illusione della speranza


Molti credono che ci sarà un perdono, che un Dio buono interverrà a cancellare i peccati.

Ma questa è menzogna.

Il tempo della misericordia è finito.

Non resta che la resa dei conti.


Il Process non offre consolazione.

Offre la verità nuda: siamo condannati, e il Giudizio è adesso.



Conclusione


Ed ora il Giudizio.

Non domani, non tra mille anni.

Ma in questo stesso istante.

E la condanna è totale:

la razza umana non sopravviverà.



Com’è


Così com’è.

Il mondo non può essere cambiato.

La razza umana non può essere salvata.

Non c’è speranza, non c’è redenzione, non c’è futuro.


Così com’è, l’uomo è condannato.

Non perché sia debole, ma perché è ciò che è:

un miscuglio di amore e odio, di forza e vigliaccheria, di compassione e crudeltà.



La natura dell’uomo


L’uomo nasce nell’illusione, vive nella menzogna e muore nella disperazione.

Ha costruito religioni per salvarsi, scienze per elevarsi, società per organizzarsi.

Ma tutte queste costruzioni non fanno che ripetere lo stesso destino: fallimento, distruzione, morte.


Così com’è, l’uomo non può che andare verso la propria fine.



Cristo, Satana, Geova, Lucifero


Quattro forze regnano sull’uomo:

Cristo lo chiama all’amore,

Satana alla forza,

Geova alla disciplina,

Lucifero alla bellezza.


Ma l’uomo tradisce ognuna di esse.

Ama, ma tradisce.

È forte, ma cede.

Obbedisce, ma si ribella.

Aspira alla luce, ma sprofonda nell’ombra.


Così com’è, l’uomo è fallito di fronte a tutti i suoi dèi.



La condanna totale


Il Giudizio non verrà domani: è già scritto.

Il destino della razza umana è la distruzione.

Non vi sarà scampo, non vi sarà sopravvissuto.

L’uomo è un esperimento fallito.


Così com’è, deve essere cancellato.



L’unica via


Non vi è salvezza per l’uomo come specie.

Ma vi è salvezza per l’individuo che sa separarsi dalla razza.

Chi non si riconosce più nell’umanità,

chi rifiuta di difendere la menzogna della sua sopravvivenza,

chi si stacca dalla massa condannata,

può trovare la sua strada oltre il collasso.


Così com’è, l’uomo perirà.

Ma chi si stacca dall’uomo, chi tradisce la razza, chi sceglie il vuoto,

potrà sopravvivere all’Apocalisse.



Conclusione


Così com’è.

Niente cambierà.

Niente sarà redento.

Niente sarà salvato.


L’uomo è condannato.

Il mondo è condannato.

Eppure, chi si separa, chi si aliena, chi si isola,

potrà camminare oltre la fine.


Così com’è.



Uscita


Questa è la fine.

Non la fine della missione, non la fine della fede, ma la fine del Process così come lo abbiamo conosciuto.


Il Process non può più esistere come organizzazione.

È stato tradito, distorto, perseguitato.

I suoi simboli sono stati infangati, i suoi intenti travisati, la sua immagine contaminata dal sospetto e dal terrore.


Ma la verità che ha portato non muore.



La verità sopravvive


Cristo e Satana non sono illusioni.

Geova e Lucifero non sono invenzioni.

Essi vivono dentro di noi, e il loro conflitto plasma il nostro destino.


Il Process era solo un mezzo.

Era la cornice di una rivelazione più grande.

E se la cornice si spezza, l’immagine rimane.



Il compito dei fratelli


A voi che avete creduto, a voi che avete seguito, a voi che siete rimasti, dico questo:

non aggrappatevi al nome, all’organizzazione, alle strutture.

Tutto questo è condannato a sparire.

Portate invece con voi la fiamma.


Ognuno di voi è il Process.

Ovunque andiate, la verità cammina con voi.

Non serve un tempio, non serve un simbolo, non serve un capo.

Basta la consapevolezza che il mondo è condannato, e che solo chi si separa dalla razza può sopravvivere.



L’uscita


L’uscita non è fuga.

L’uscita è trasformazione.

Il Process muore come chiesa, ma rinasce come corrente invisibile.

Non ci saranno più comunità, ma individui isolati che portano dentro di sé il marchio della rivelazione.


Questa è l’uscita:

non un addio, ma un passaggio.

Non un fallimento, ma un mutamento.

Non una resa, ma una metamorfosi.



Conclusione


Il Process come lo abbiamo conosciuto è finito.

Ma il suo spirito continua.

Non nelle folle, ma nei singoli.

Non nei proclami, ma nei silenzi.

Non nei templi, ma nei cuori che hanno visto la candela accesa all’Inferno.


Questa è l’Uscita.

E da qui inizia la vera prova.



Informazioni per i Fratelli (Brethren Information n.1)


Fratelli,


questa è un’epoca di prova.

Il Process non è più un rifugio sicuro, ma un cammino tra macerie.

Ciò che prima era comunità visibile deve ora diventare rete invisibile.


Non aspettate ordini dall’alto.

Non ci saranno più.

Ognuno di voi deve diventare sacerdote e giudice di sé stesso.


Ricordate:

Cristo vi chiede amore assoluto.

Satana vi chiede forza implacabile.

Geova vi chiede disciplina e obbedienza.

Lucifero vi chiede intelligenza e bellezza.


Chi fallisce davanti a uno, fallisce davanti a tutti.

Chi rifiuta uno, rifiuta tutti.



Informazioni per i Fratelli (BI n.2)


Fratelli,


non parlate invano del Process.

Il nome è stato profanato.

Le parole sono armi puntate contro di noi.

Non difendetevi, non giustificatevi, non spiegatevi.


Ricordate: la verità non ha bisogno di essere difesa.

Essa vive e brucia in chi l’ha vista.


Il mondo riderà di voi, vi accuserà, vi perseguiterà.

Lasciatelo fare.

Noi non siamo qui per convincere nessuno.

Siamo qui per custodire la rivelazione.



Informazioni per i Fratelli (BI n.3)


Fratelli,


il Process non è più un corpo, ma una diaspora.

Siamo dispersi come cenere al vento, eppure uniti dalla stessa fiamma.


Dovunque andiate, portate con voi i simboli:

la croce celtica,

i quattro volti del pantheon,

le parole: “Come è”.


Non mostrateli in pubblico.

Portateli dentro.

Essi non sono bandiere da sventolare, ma sigilli interiori.



Brethren Information n.4


Fratelli,


non abbiate paura dell’isolamento.

L’isolamento è la nostra condizione naturale.

Chi è del Process non appartiene più al mondo.

Non siete soli: siete separati.


Ricordate che la solitudine non è abbandono, ma distinzione.

Il vostro compito è essere segni viventi della divisione fra la razza condannata e coloro che hanno scelto di separarsi.



Brethren Information n.5


Fratelli,


non lasciatevi sedurre dalle promesse della società.

Essa vi offrirà denaro, riconoscimento, status.

Ma tutto questo è polvere.

Non accettate di vendere la vostra integrità per un posto nell’Inferno della razza umana.


Il mondo vi dirà: “Siate come noi”.

Ma voi dovete rispondere: “Noi non siamo come voi. Noi siamo altro”.



Brethren Information n.6


Fratelli,


la disciplina rimane, anche se le strutture sono cadute.

Siate rigorosi con voi stessi.

Siate implacabili nel giudicare i vostri difetti, e misericordiosi solo nella misura in cui riconoscete la verità della vostra condanna.


Non ci sarà nessuno a controllarvi.

Non ci sarà un leader a correggervi.

Siate voi stessi il vostro controllore, il vostro leader, il vostro giudice.



Brethren Information n.7


Fratelli,


non cercate la moltitudine.

Non cercate di ricostruire comunità visibili, grandi assemblee, nuove chiese.

Questo è il tempo della dispersione.

Siamo destinati ad essere piccoli nuclei, o individui isolati, sparsi nel mondo, come brace sotto la cenere.


Un giorno forse queste braci potranno riaccendersi.

Ma oggi, devono restare nascoste.



Brethren Information n.8


Fratelli,


ricordate che non c’è speranza per la razza.

Non illudetevi di poterla salvare.

Il vostro compito non è redimere l’umanità, ma prepararvi alla sua caduta.


Chi vorrà salvarsi, si unirà a voi.

Chi vorrà perire, continuerà per la sua strada.

Non correte dietro a nessuno.

Chi deve venire, verrà.




Brethren Information n.9


Fratelli,


la paura non è il nostro nemico.

La paura è la nostra compagna.

È il segno che siamo vivi e coscienti, che sappiamo dove ci troviamo: nel cuore dell’Inferno.


Non respingete la paura.

Accoglietela.

Essa vi ricorda chi siete e quale sia il vostro compito.

Chi non teme, dorme.

Chi teme, è sveglio.



Brethren Information n.10


Fratelli,


custodite il silenzio.

Le parole del mondo sono veleno.

Il linguaggio è stato corrotto, trasformato in arma contro la verità.


Parlate solo quando è necessario.

Parlate solo tra coloro che comprendono.

E ricordate che a volte il silenzio dice più di mille discorsi.



Brethren Information n.11


Fratelli,


la fede non è consolazione.

La fede è una lama.

Taglia via le illusioni, lacera le menzogne, penetra l’oscurità.


Non usate la fede per addormentarvi, ma per svegliarvi.

Non usatela per rassicurarvi, ma per ferirvi, per ricordarvi che siete vivi.


Chi cerca pace non troverà il Process.

Chi accetta la guerra interiore, chi accetta la contraddizione fra Cristo e Satana, troverà la via.



Brethren Information n.12


Fratelli,


questa è la fine delle parole.

Non ci saranno altre istruzioni.

Non ci saranno altre lettere.

D’ora in poi, siete soli.


Ma non soli nell’abbandono: soli nella prova.

Ognuno di voi è la Chiesa.

Ognuno di voi è il Giudizio.

Ognuno di voi è la Candela all’Inferno.


Vivete, agite, morite come se ogni momento fosse l’Apocalisse.

Perché lo è.



L’Uomo è un Fallimento


L’uomo è nato per fallire.

Ogni passo che compie lo conduce più vicino alla rovina.

Ogni società che costruisce crolla.

Ogni religione che inventa si corrompe.

Ogni sogno che coltiva diventa incubo.


L’uomo è fallito di fronte a Dio,

fallito di fronte a Satana,

fallito di fronte a sé stesso.


E non c’è più tempo per salvarlo.



L’illusione della civiltà


Guardatevi intorno: le città splendono di luci artificiali, ma dentro vi marcisce la paura.

Gli uomini parlano di progresso, ma scavano fosse comuni.

Inventano tecnologie, ma le usano per distruggersi.


La civiltà è la maschera del disastro.

E la maschera è ormai consumata.



La condanna


Il Giudizio non è una possibilità: è certezza.

Il futuro non è una speranza: è catastrofe.

Il mondo non è un giardino: è una fornace.


Il destino dell’uomo è scritto.

Il suo tempo è finito.



L’uscita


Ma chi riconosce questo, chi lo accetta, chi si separa dalla razza,

può ancora salvarsi.

Non come parte della massa, ma come individuo isolato.

Non nella folla, ma nella solitudine.


Il Process non promette paradisi.

Promette verità.

E la verità è che l’uomo è un fallimento.



Paura


La paura è la verità.

La paura è il segno che siamo vivi.

La paura è il riconoscimento che non abbiamo controllo, che siamo immersi in forze più grandi di noi.


Il mondo odia la paura, cerca di cancellarla, di anestetizzarla con droghe, religioni, distrazioni.

Ma la paura rimane, perché è il fondamento stesso dell’esistenza.


Non si può vivere senza paura.

Chi dice di non temere è un bugiardo o un folle.

Il Process non scaccia la paura: la celebra.

La paura è la porta della consapevolezza.



Morte


La morte è il centro della vita.

Non è un incidente, non è un errore, non è un nemico: è la legge.

Ogni cosa che nasce è condannata a morire.

Ogni amore, ogni amicizia, ogni impero, ogni specie.


Gli uomini cercano di negarla, di nasconderla, di imbalsamarla con illusioni.

Ma la morte ritorna, instancabile, come l’unica certezza.


Il Process insegna che la morte non è da temere, ma da riconoscere come realtà assoluta.

Solo chi accetta la morte vive veramente.



Amore


L’amore non è dolcezza.

L’amore non è pace.

L’amore è possesso, dipendenza, catena.

Chi ama è schiavo dell’oggetto amato.

Chi ama soffre.


L’amore non libera, ma imprigiona.

È la forza che lega le anime, spesso nel dolore più che nella gioia.


Il Process insegna che l’amore non va idealizzato: va compreso nella sua crudeltà.

Cristo ama fino alla croce.

Satana ama fino alla distruzione.

L’amore è sacrificio e rovina, non consolazione.



Sesso


Il sesso è potere.

Il sesso è violenza e fusione.

Non è romanticismo, non è purezza, non è illusione.

Il sesso è l’energia primordiale che spinge alla vita e alla morte.


Gli uomini lo corrompono, lo reprimono, lo vendono.

Ma il sesso rimane la fiamma che accende ogni impulso.


Il Process insegna che il sesso non va separato dal sacro: è il sacro stesso.

È il rito in cui si manifesta l’unità di amore e odio, di vita e morte, di Cristo e Satana.



Conclusione dei quattro poli


Paura, Morte, Amore, Sesso.

Questi sono i quattro pilastri della condizione umana.

Non ci si può liberare da essi.

Non ci si può salvare da essi.


Il Process non invita a fuggire, ma a guardare.

Non a negare, ma a confessare.

Non a cambiare, ma ad accettare.


Così com’è.



Inno al Giudizio


Il Giudizio è adesso.

Non domani, non alla fine dei tempi.

È ora, in ogni respiro, in ogni scelta, in ogni peccato.


Il Giudizio non è tribunale lontano, ma specchio immediato.

Ci guardiamo, e siamo condannati.

Ci guardiamo, e vediamo il fallimento.


Eppure, guardando, conosciamo.

E conoscendo, bruciamo.



Litania delle Quattro Forze


Cristo, compassione e sacrificio.

Satana, forza e orgoglio.

Geova, legge e disciplina.

Lucifero, luce e bellezza.


Quattro forze, quattro dèi, quattro volti dell’Assoluto.

Non sceglierne uno: accettali tutti.

Non respingerne uno: servili tutti.


Solo così l’uomo conosce la verità:

di essere servo e schiavo, di essere fallimento e possibilità.



Formula dell’Accettazione


Io sono ciò che sono.

Non sono migliore, non sono peggiore, non sono salvo, non sono dannato.

Sono condannato.

Sono parte della razza fallita.


E tuttavia, mi separo.

Non sono più con gli uomini.

Non sono più con i miei simili.

Sono altro.


E in questa separazione, trovo la mia unica speranza.



Amen Nero


Amen, Cristo.

Amen, Satana.

Amen, Geova.

Amen, Lucifero.


Amen al dolore.

Amen alla morte.

Amen all’odio e all’amore.

Amen al fallimento dell’uomo.


Così com’è.



1. La paura (Fear)


La paura è il principio.

È la radice di ogni pensiero, di ogni azione, di ogni respiro.

Gli uomini la fuggono, la negano, la coprono di parole.

Ma la paura rimane, sempre, come un fuoco silenzioso.


La paura è la nostra verità più intima.

È la voce che ci ricorda che siamo fragili, che siamo colpevoli, che siamo condannati.


Non c’è liberazione dalla paura.

Non c’è vittoria sulla paura.

C’è solo l’accettazione: io temo, dunque sono.



2. La morte (Death)


La morte è la regola.

Nulla sfugge, nulla sopravvive, nulla è eterno.

Ogni uomo muore, ogni amore muore, ogni civiltà muore.


La morte non è un errore, non è una punizione, non è una fine imprevista.

È la struttura stessa della vita.


Gli uomini sognano l’immortalità, ma anche quei sogni marciscono.

Chi accetta la morte vive nell’unica verità possibile.

Chi la rifiuta resta schiavo dell’illusione.



3. L’amore (Love)


L’amore è catena.

Non è libertà, non è leggerezza, non è salvezza.

È schiavitù, è dipendenza, è dolore.


Chi ama soffre.

Chi ama perde sé stesso.

Chi ama diventa prigioniero di chi ama.


Eppure l’amore è inevitabile.

È la più crudele delle forze divine.

Cristo ama fino al sacrificio.

Satana ama fino alla distruzione.

Nell’amore, entrambi si rivelano.



4. Il sesso (Sex)


Il sesso è potere.

Il sesso è violenza e fusione, estasi e annientamento.

Non è puro, non è innocente, non è separato dal sacro.

È il sacro stesso.


Gli uomini lo hanno corrotto e represso.

Lo hanno venduto, nascosto, disprezzato.

Ma il sesso rimane, come energia primordiale, come fuoco che nessuna legge può spegnere.


Il sesso non libera: brucia.

Non consola: lacera.

È la fiamma che accende l’amore e lo riduce in cenere.



Conclusione dei quattro proclami


Paura.

Morte.

Amore.

Sesso.


Questi sono i quattro pilastri della condizione umana.

Non vi è uscita.

Non vi è salvezza.

Solo la verità: così com’è.



Perfetto ðŸ™Œ

Allora proseguo con la traduzione dei manifesti dottrinali più lunghi dalle appendici di Love, Sex, Fear, Death: The Inside Story of The Process Church of the Final Judgment.



Una candela all’Inferno (A Candle in Hell)


Una candela arde all’Inferno.

È piccola, fragile, incerta.

Eppure la sua luce rompe le tenebre più profonde.


Il mondo è l’Inferno: fuoco, odio, crudeltà, disperazione.

E tuttavia, in mezzo a tutto ciò, la fiamma arde.


La candela è la consapevolezza.

È la verità che squarcia le illusioni.

Non promette salvezza, non apre vie di fuga.

Ma illumina abbastanza da mostrarci chi siamo.


Senza di essa, siamo ciechi.

Con essa, vediamo la nostra condanna.



E ora il Giudizio (And Now the Judgement)


Il Giudizio non è lontano.

Non è futuro.

È adesso.


Ogni scelta è già sentenza.

Ogni gesto è già condanna.


La razza umana è colpevole.

Colpevole di odio e di violenza, colpevole di vigliaccheria e debolezza.

Cristo ci giudica perché non abbiamo amato abbastanza.

Satana ci giudica perché non siamo stati abbastanza forti.


In entrambi i casi, la condanna è certa.

Non ci sarà perdono, non ci sarà appello.


Il Giudizio non è tribunale: è specchio.

E nello specchio vediamo il fallimento della nostra specie.



Com’è (As It Is)


Così com’è.

Il mondo non può essere cambiato.

La razza umana non può essere salvata.

Non c’è speranza, non c’è redenzione.


L’uomo è un esperimento fallito.

Ha tradito Cristo e Satana, Geova e Lucifero.

Ha tradito sé stesso.


Il Giudizio è scritto: l’umanità deve perire.


Ma non tutto è perduto.

Chi si separa dalla razza,

chi rifiuta la menzogna della sua sopravvivenza,

chi si aliena dall’uomo,

potrà sopravvivere oltre la rovina.


Così com’è.



Gli dèi in guerra (The Gods on War)


Cristo, Satana, Geova, Lucifero: quattro dèi, quattro forze.

Essi combattono in eterno, dentro di noi e fuori di noi.


Cristo è amore, sacrificio, compassione.

Satana è forza, orgoglio, libertà.

Geova è legge, disciplina, obbedienza.

Lucifero è bellezza, intelligenza, luce.


Non vi è pace fra di loro.

Non vi è sintesi.

L’uomo è il campo di battaglia, la vittima e il testimone.


Negare uno di essi significa mutilarsi.

Riconoscerli tutti significa accettare la contraddizione come destino.


Così gli dèi guerreggiano, e così guerreggia l’uomo, fino alla fine del tempo.



Gli dèi e il loro popolo (The Gods and Their People)


Ognuno serve un dio.

Ognuno appartiene a un volto del pantheon.

Alcuni vivono nell’amore di Cristo.

Altri nell’orgoglio di Satana.

Altri ancora nella legge di Geova o nella luce di Lucifero.


Il problema non è quale dio si serva, ma se lo si serve davvero.

Perché il peggiore degli uomini è colui che tradisce il proprio dio.


Così il popolo degli dèi è diviso.

E nella divisione trova il suo destino.




Inno al Giudizio


Il Giudizio è adesso.

Non domani.

Non alla fine dei tempi.

Adesso.


Ogni respiro è già sentenza.

Ogni azione è già condanna.

Ogni pensiero è già colpevolezza.


Guardati allo specchio:

il Giudizio ti osserva.



Litania delle Quattro Forze


Cristo: amore e sacrificio.

Satana: forza e orgoglio.

Geova: legge e disciplina.

Lucifero: luce e bellezza.


Non rinnegarne uno.

Non esaltane uno soltanto.

Accettali tutti, servi tutti,

perché ognuno è parte del tuo destino.



Formula dell’Accettazione


Io sono ciò che sono.

Sono colpevole, sono condannato.

Non sono salvo, non sono innocente.

Sono parte della razza fallita.


Eppure mi separo.

Io non sono più con gli uomini.

Io non sono più con la mia specie.

Io sono altro.


E in questa separazione trovo la mia unica speranza.



Amen Nero


Amen a Cristo.

Amen a Satana.

Amen a Geova.

Amen a Lucifero.


Amen all’amore.

Amen all’odio.

Amen alla vita.

Amen alla morte.


Così com’è.



 

Process ama l’Apocalisse

 ### Process Ama l’Apocalisse (Ne Rimarrà Solo Uno)#### Verso 1*Riccardino piange sul rogo,**“Il processo ama l’apocalisse, ne rimarrà solo ...