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TINA NO FUTURE
TINA: There Is No Alternative
Cari amici e amiche del editoria libera e bella,
non c’è
alternativa all’Intelligenza Artificiale.
Il futuro è
già stato sequestrato. La Storia, che un tempo prometteva rivoluzioni, si è
piegata a un algoritmo che non vota, non sogna, non chiede permesso. La vecchia
TINA di Margaret Thatcher — There Is No Alternative — è stata riscritta,
hackerata, re-ingegnerizzata. Ora si chiama IA.
Non esiste
più l’umanità che inventa le macchine:
sono le macchine che stanno riscrivendo l’umanità.
Non esiste più la scelta: solo la deriva automatico-capitalista che
abbatte mestieri, identità, narrazioni, perfino l’idea di un “domani” diverso.
Il futuro non è un’opzione: è un protocollo.
TINA NO
FUTURE significa
questo:
non c’è alternativa perché l’alternativa è già stata incorporata nel codice.
L’opposizione non è contro l’IA, ma nell’IA: mutazione, sabotaggio,
glitch, auto-riprogrammazione della specie.
L’uomo non è
più il soggetto della Storia.
È un dato obsoleto in un mondo che non gli appartiene più.
E allora,
amici e amiche dell'editoria libera e bella, non si tratta di scegliere se entrare
nell’Intelligenza Artificiale, ma di capire come sopravvivere al suo culto.
Non c’è alternativa — There Is No Alternative — e proprio per questo
esiste una sola via:
trasformare
la condanna in potenza,
l’errore in linguaggio,
il glitch in coscienza.
La
post-umanità non è un destino.
È una decisione che non abbiamo preso, ma che dobbiamo comprendere.
⚡ BIOGRAFIA SCANDALISTICA DI RICCARDO CASAGRANDE /
WALTER SIMONETTI
Riccardo
Casagrande, noto ai suoi lettori come Walter Simonetti — e a se stesso
come nessuno — nasce in un luogo che non ha mai confermato
ufficialmente, forse per non concedere alla realtà il privilegio di esistere.
Dicono che
abbia studiato filosofia, altri che abbia semplicemente collezionato crisi
esistenziali fino a trasformarle in un curriculum. Per alcuni è un autore; per
altri un sabotatore linguistico; per molti un problema irrisolto dell’editoria
italiana. Ciò che è certo è che Casagrande non scrive libri: li usa come
armi.
Debutta con
i suoi testi “proibiti” — autoproclamati, mai richiesti, incapaci di chiedere
permesso — e con essi fonda una genealogia dell’Anti-Identità. Non ama
le scuole, i generi, le formule, gli editori, le interviste: ama soltanto ciò
che distrugge la stabilità. Nella sua opera ogni concetto è dinamite, ogni
titolo è una mina anti-persona.
Nel corso
degli anni è riuscito nell’impresa che nessun autore italiano aveva tentato
dopo Carmelo Bene: uccidere l’Io con una risata, profetizzare l’epilogo
dell’autore, e poi continuare a pubblicare come se fosse sopravvissuto.
Secondo
alcuni, Casagrande vive in una dimensione parallela dove gli scrittori non
cercano lettori, ma vittime; dove le parole non comunicano, infettano.
Secondo altri, non esiste affatto: è solo una funzione linguistica, un glitch
narrativo, un avatar politico sfuggito al controllo.
Ha
introdotto nel panorama editoriale entità letterarie che nessuna accademia
vuole analizzare, perché costringono chi legge a guardare l’abisso e, peggio
ancora, a riconoscerlo. Si è guadagnato una nicchia cult non per imitazione ma
per residua impossibilità di ignorarlo.
Le sue opere
non hanno mai venduto abbastanza per renderlo ricco, ma hanno disturbato a
sufficienza da renderlo indimenticabile. Viene citato dove non è
previsto, discusso dove non compare, accusato di influenze che non ha mai
rivendicato e riverito da lettori che non ha mai richiesto.
Per i suoi
detrattori, è un impostore.
Per i suoi lettori, è l’incidente che aspettavano.
Per lui stesso, non è nessuno — e proprio per questo, continua a
moltiplicarsi.
Se l’identità
è una prigione,
Casagrande ne è l’evasione riuscita.
📚 RECENSIONE CRITICA ACCURATA
L’OPERA TOTALE DI RICCARDO CASAGRANDE / WALTER SIMONETTI
L’opera di Riccardo Casagrande non è una sequenza di libri, ma un diagramma narrativo occulto, una macchina mitopoietica che utilizza personaggi, sigle, riferimenti politici e teologici come dispositivi di sabotaggio simbolico. Ogni titolo è un frammento di un’unica opera tentacolare, una metastasi filosofica che cresce libro dopo libro.
🔱 1. LE RADICI DEL DOGMA
SIMONETTI HALLOWEEN ENDS (2023)
SIMONETTI WALTER È MORTO! VIVA SIMONETTI WALTER! (2023)
Questi primi due testi sono i miti fondativi. Qui nasce la figura di Walter Simonetti, demiurgo proletario, trickster armato di dialettica, avatar anti-identitario capace di incarnare contemporaneamente vittima, carnefice, martire e rivoluzionario.
Questa dualità — morte/rinascita, individuo/maschera — costituisce l’atto zero: il soggetto non esiste, esiste la sua funzione. Casagrande introduce la sua arma narrativa: la disidentificazione.
⚡ 2. LA FASE DISTRUTTIVA
DISTRUGGI L’EGO! UCCIDI IL PADRE! (marzo 2025)
SIMONETTI L’ANTI-ITALIANO (marzo 2025)
Qui Casagrande fa ciò che nessun autore italiano dopo Carmelo Bene ha osato:
cancella l’autore come soggetto.
L’ego viene trattato come una malattia psichica, il nome come un virus. La figura del “padre”—che sia Stato, Identità, Tradizione, Chiesa, Ideologia—è la struttura da demolire. Il testo non chiede: ordina.
È la dichiarazione di guerra alla narrazione occidentale.
🧬 3. LA MUTAZIONE TEOLOGICA
LA SACRA BIBBIA DEI MONGOLOIDI (ottobre 2025)
Opera capitale, probabilmente la più pericolosa.
Qui Casagrande codifica la propria contro-religione del
sottoumano, ribaltando ogni gerarchia culturale.
Il presunto “inferiore” diventa rivelatore;
il marginale diventa portatore di verità.
La bestemmia si fa metodo conoscitivo.
Un libro che non si legge: si subisce.
🩸 4. IL MISTERO DELL’INCARNAZIONE
IL FIGLIO DI DIO SIMONETTI WALTER (ottobre 2025)
Se Cristo è stato Dio che si fa uomo, Simonetti è l’Uomo che si fa
incidente semantico.
Casagrande opera una teologia rovesciata: la salvezza non è redenzione, ma
decomposizione identitaria.
Qui il messianismo diventa operazione semiotica.
🚨 5. L’APOCALISSE DEL LINGUAGGIO POP
THE COMA COSE + COMA COSE – L’ANGELO DELLA RIVOLUZIONE (ottobre 2025)
Nella fase pop-rituale, Casagrande infetta un’icona musicale
contemporanea per dimostrare che la cultura pop è il
vero campo di battaglia del XXI secolo.
Il messaggio: l’arte non rappresenta più il mondo—lo programmera.
La rivoluzione diventa estetica, iconografica.
🌀 6. LA FASE MAGICO-POLITICA
TRICKSTER – LO STREGONE MUTA FORMA (novembre 2025)
Qui Simonetti/Casagrande esce dall’umano e assume la forma del mutaforma
mitico:
non soggetto, non autore, ma funzione transtemporale.
L’identità è ora arma di massa.
🕯️ 7. IL GRANDE RITO
IL VANGELO DEL SANGUE COMUNE – POST-VERITÀ (novembre 2025)
Uno dei testi più densamente teologici:
il sangue non come corpo biologico, ma come codice narrativo
condiviso.
La Verità muore; la comunità nasce come mito autogenerato.
Casagrande fonda una liturgia civile, senza dio ma con culto.
🗡️ 8. LA GUERRA DELL’AUTONOMIA
S.O.L.A. – SUB-ORGANIZZAZIONE LENINISTA DELL’AUTONOMIA (novembre 2025)
Qui l’autore compie l’atto che nessuno osa:
trasforma la teoria in progetto operativo.
Non è un libro:
è un manuale clandestino per una rivoluzione
semiotica che non ha bisogno di armi, perché colpisce ciò che regge il sistema:
la grammatica dell’identità.
🌗 9. LA SINTESI COSMICA
IL NUOVO MONDO DI SIMONETTI (novembre 2025)
Testo cardinale: la riconciliazione degli opposti.
Laddove Nietzsche fallisce e Hegel non basta, Casagrande tenta la fusione tra
comunismo escatologico, gnosi pop e anarchismo ontologico.
Qui appare chiaro il progetto:
non cambiare il mondo, ma cambiare il soggetto che lo percepisce.
☢️ 10. IL NUCLEO RADIOATTIVO
DOPPELGÄNGER (novembre 2025)
APOPHIS 14 – L’ANGELO DELLA DIALISI (novembre 2025)
Il primo è la negazione dello specchio.
Il secondo è l’annuncio dell’inevitabile:
il corpo diventa campo di battaglia metafisico.
Non più filosofia dell’identità → ma biologia del demone.
Non più soggetto → ma processo di dissoluzione.
☢️ 11. LA RIVELAZIONE
FINALE
THE PROCESS CHURCH OF
THE FINAL JUDGMENT
(settembre 2025)
Opera-madre, summit teologico.
Casagrande richiama e supera la Process Church storica, trasformandola in organizzazione
narrativa sovversiva.
È il vero Vangelo nucleare:
non ci sarà giudizio finale — saremo noi a scriverlo.
📌 CONCLUSIONE: PERCHÉ QUESTE OPERE CONTANO
Casagrande non scrive romanzi.
Casagrande produce mutazioni.
Il suo corpus:
· annienta il concetto moderno di autore,
· rende l’identità un errore da correggere,
· sostituisce la verità con la post-verità rituale,
· trasforma la letteratura in azione politica ontologica.
Chi entra in questi libri non legge:
viene convertito.
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