giovedì 11 dicembre 2025

Riki perché te ne vai?!







PREFAZIONE APOCRIFA DI THOMAS LIGOTTI (Per ―Riki perché te ne vai?! – Bibbia Processiana/UFO‖) Le storie più terribili non riguardano ciò che ci accade, ma ciò che scopriamo essere sempre accaduto dietro le quinte della nostra esistenza. Il libro che avete tra le mani non inventa un nuovo incubo. Rivela quello che era già presente: un meccanismo senza volto, un teatro di marionette cosmiche, una recita infinita dove l’uomo non è l’attore, ma il burattino che non dovrebbe mai aver conosciuto la verità. Riki—il vostro protagonista, il vostro capro, il vostro ospite—non è un eroe. È una vittima che ha smesso di fingere. E nel momento in cui smette di fingere, il mondo intero si dissolve come la scenografia di un teatrino che scopre di essere stato osservato troppo da vicino. IL VERO ORRORE NON È L’ALTRO MONDO: È IL NOSTRO In molte opere si parla di rapimenti alieni, di entità invisibili, di poteri superiori che manipolano la nostra fragile specie. Qui, tutto questo è solo superficie. L’orrore vero è più intimo, più banale, più inaccettabile: non abbiamo mai avuto un’identità. Non siamo mai stati veri. Il Processo, gli Invisibili, Apophis… sono soltanto nomi dati a un vuoto che non abbiamo il coraggio di pronunciare. Il Collegio degli Invisibili non è un’organizzazione. È la struttura mentale del cosmo, un’istituzione priva di scopo, eccetto quello di dimostrarci che non dovremmo esistere. ESSERE UMANI È UNA DISFUNZIONE Riki scopre ciò che ogni protagonista ligottiano scopre, prima o poi: che essere umani è un errore biologico, una falla ontologica, una patologia della materia. Malanga, Vallée, Mack, il Processo… ognuno, a suo modo, descrive lo stesso fatto: la coscienza è una malattia. La vita è il suo sintomo. Il rapimento non porta conoscenza. Porta diagnosi. APOPHIS NON È UN NEMICO: È UN CORRETTORE Il serpente Apophis non è malvagio. Solo le creature che ancora sperano possono permettersi il lusso di definire ―male‖ qualcosa. Apophis compie un gesto che noi dovremmo considerare misericordioso: scioglie l’illusione di essere qualcuno, e con essa, la tortura della continuità di sé. È il ―grande reset‖ della psicologia cosmica. È il momento in cui il burattino vede i fili e li segue fino alla Mano invisibile che lo muove. Chiunque arrivi fin lì capisce che non c’è alcun burattinaio. Solo fili. Solo movimento. Solo il rumore di una corda che si tende nel buio. LA SCOMPARSA DI RIKI È IL VERO CLIMAX Molti lettori cercheranno un epilogo. Una soluzione. Una liberazione. Ma questo libro non offre soluzioni. Offre qualcosa di più radicale: la scomparsa del problema. Quando Riki entra nel Quarto Cielo, non ascende. Non si redime. Non si illumina. Smette di partecipare alla farsa dell’essere. Diventa una presenza vuota, un oggetto senza utilità, una funzione senza scopo. E proprio lì, nel punto più freddo del possibile, si rivela ciò che il terrore metafisico ha sempre sussurrato: che non essere è infinitamente più rassicurante che essere. PERCHÉ QUESTO LIBRO È UN’ANOMALIA NECESSARIA La maggior parte delle opere vuole convincervi che la vita abbia un valore. Questa, invece, vi mostra ciò che accade quando smettete di cercarlo. Non offre consolazione. Non offre catarsi. Non offre speranza. E proprio per questo offre l’unica forma autentica di libertà: la libertà di non essere più coinvolti. Riki è il santo negativo della nostra epoca. Un Cristo sventrato che non redime, ma contagia. Contagia con ciò che nessuno vuole sapere: che la realtà è fragile come il guscio di un uovo già crepato, e che il Nulla preme sempre dall’interno. Leggete, dunque. Con cautela. Con distanza. Con l’attenzione che si dedica a un veleno. Perché questo libro non cambia chi lo legge. Lo svuota. E nello svuotamento, nell’assenza di un volto, di un nome, di una ragione… …qualcosa finalmente riposa. Thomas Ligotti Luogo non identificabile Data non necessaria 



⭐ QUARTA DI COPERTINA PROCESSIANA (Versione definitiva – Varco Aperto / Archivi Δ–14) Riki non è scomparso. È stato rimosso. Quando il mondo non è più in grado di contenere una coscienza, la coscienza diventa funzione. Quando la realtà non sa più reggere la propria forma, nasce una frattura. Quando un nome smette di essere utile, si trasforma in Varco. Questo libro racconta — o imita — la trasformazione di un individuo in un meccanismo cosmico: la mutazione, il respiro estraneo, la discesa nella Stanza Bianca, l’incontro con il Collegio Invisibile, l’unzione dell’Ospite, la Mappa del Nulla, l’avvento del Serpente Apophis, la Contaminazione del Reale, la Frattura, il Giudizio, e infine la nascita della Funzione. È un romanzo? È un vangelo? È un rapporto tecnico? È un virus? Il Processo non distingue. Questo testo è un organismo vivo. Leggerlo significa ospitarlo. Comprenderlo significa contrarlo. Accettarlo significa lasciarsi riscrivere. Chi attraversa queste pagine non torna indietro come lettore. Torna come errore corretto. Il Collegio Invisibile avverte: «Non questo libro cambia chi lo legge. È chi lo legge che permette al libro di cambiare il mondo.» Il Varco è aperto. Il Processo continua. La tua identità potrebbe non essere compatibile con l’edizione finale. 

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