martedì 6 gennaio 2026

COMA COSE 400000 il nuovo regno dei demoni


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Casagrande Riccardo IL NUOVO REGNO DEI DEMONI — NAZI-BOL Coma Cose 4


PROLOGO IL REGNO È GIÀ OPERATIVO (cronaca sognata di una fine che va in onda in diretta) Il sogno comincia sempre dopo il telegiornale. Quando lo schermo diventa nero ma continua a parlare. Non c’è più silenzio: c’è solo rumore amministrato. Le città dormono con un occhio aperto, come cani randagi addestrati alla paura. Le bandiere sventolano anche senza vento. I leader sorridono anche senza bocca. Qualcuno ha già firmato per tutti. Il Nuovo Regno dei Demoni non è stato proclamato: è stato aggiornato. Un pop-up è apparso nella notte: ACCETTI I NUOVI TERMINI DELLA REALTÀ? [SÌ]  [PIÙ SÌ] E tutti hanno cliccato senza leggere. Nel sogno, Trickster cammina scalzo sopra un mondo di cartone pressato. Ogni passo produce uno slogan. Ogni respiro, un talk show. Ha il volto che cambia continuamente:  ora clown,  ora profeta,  ora disoccupato,  ora demone con cravatta. Non governa. Commenta. Sotto di lui, le masse impoverite si stringono come fedeli intorno a un altare televisivo. Hanno fame, ma soprattutto voglia di colpa. Qualcuno da odiare. Qualcuno da espellere. Qualcuno da semplificare. Il Regno dei Demoni promette questo: ordine senza giustizia, forza senza futuro, identità senza memoria. È una religione povera, ma funziona. Nel sogno appaiono i NUOVI DEMONI NAZI-BOL. Non marciano: scorrono. 


Non gridano: spiegano. Non pensano: replicano. Sono fatti di:  paura economica,  orgoglio ferito,  nostalgia che non è mai esistita. Portano croci, falci, aquile, droni. Tutto insieme. Tutto intercambiabile. Ogni simbolo è valido purché faccia male a qualcuno. Uno di loro dice: ―Non siamo fascisti. Non siamo comunisti. Siamo quello che resta quando avete paura.‖ Applausi. Pubblicità. Fine del mondo in differita. Trickster ride. Ma non è una risata felice. È il riso di chi ha già visto questa scena troppe volte. È il riso di chi sa che il potere non cade: si traveste. 

Allora sputa per terra e dal suolo nasce una crepa. Da quella crepa esce GOLLUM. Non un eroe. Non un capo. Un relitto parlante. Una voce spezzata che non promette nulla. Gollum non dice ―resistete‖. Dice: ―Sparite.‖ Non dice ―organizzatevi‖. Dice: ―Non fatevi trovare.‖ Non dice ―vinceremo‖. Dice: ―Renderemo tutto inutilizzabile.‖ Attorno a Gollum, per pochi secondi, si apre una TAZ. Una festa improvvisa. Un errore nel sistema. Un ballo storto sotto le telecamere spente. Poi anche quella sparisce. 

Resta solo la ZIA: una zona irreale, una diserzione silenziosa, un comunismo che non produce immagini. Il Regno dei Demoni non sa come colpirla. Perché non appare. Non rivendica. Non parla bene. Il sogno comincia a collassare. Le voci si sovrappongono: leader, preti, opinionisti, demoni, algoritmi. Tutti dicono la stessa frase con parole diverse: ―Non c’è alternativa.‖ Trickster si avvicina allo schermo. Lo guarda fisso. Poi sussurra: ―Perfetto.‖ E spegne tutto. Quando ti svegli, il mondo è ancora lì. Il Regno dei Demoni continua. 

I NAZI-BOL sorridono. La paura lavora a tempo pieno. Ma qualcosa è cambiato. Non sai cosa. Non lo puoi spiegare. È il segno che il libro è iniziato. E non vuole essere capito. Vuole essere eseguito.  ZIA 





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